Giovani. Dal 2022 con il Governo Meloni i minori in carcere sono aumentati del 52%

Al 30 aprile 2026 i venti Istituti Penali per Minorenni d’Italia ospitavano 581 giovani detenuti, il 52,5% in più rispetto alla fine del 2022, ultimo anno senza il Decreto Caivano. I numeri sarebbero più alti se non fosse per i tanti i trasferimenti di neomaggiorenni verso carceri per adulti (195 solo nel 2025), permessi proprio dal decreto caivano. Il governo lo aveva presentato come un insieme di misure per contrastare la criminalità tra gli under 18. Di fatto non si è solo limitato a inasprire le pene, ma rende più facile per i minori finire in carcere e restarci di più.
Secondo l’associazione Antigone, prima del decreto Caivano il sovraffollamento nelle carceri minorili non si era mai registrato. A fine marzo 2025 erano sovraffollati 9 istituti sui 17 in tutta Italia. La risposta del governo è stata creare tre nuove carceri. Il decreto, poi, ha abbassato la soglia dalla quale è possibile applicare la custodia cautelare in carcere per i minori. Così, oggi, dicono i dati di Antigone, la percentuale di minori in carcere perché in custodia cautelare tocca il picco dell’80 per cento.
La detenzione è diventata quindi la normalità, ed è cambiata anche nella modalità. Secondo le associazioni che entrano nelle carceri per minori, ormai l’unica logica è quella punitiva. Se prima il sistema era orientato ad un approccio educativo, oggi si pensa a una risposta repressiva. Invece di implementare misure di comunità e politiche sociali, si pensa a spedire dietro le sbarre quelli che Nordio chiama i minori violenti.
Nella foto l’ingresso della comunità Kairos di don Claudio Burgio a Milano
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