World Music. “Gwà” il nuovo album dell’artista camerunese Karayce Fotso dedicato alle donne vittime di violenza

Cantante, chitarrista, compositrice, ma anche attrice e documentarista, Kareyce Fotso è nata nel 1979 nell’ovest del Camerun ed è poi cresciuta nella capitale Yaoundé. In questi ultimi anni Kareyce Fotso ha avuto la percezione di un forte aumento delle violenze contro le donne nel suo paese: allora si è rivolta a sua madre, chiedendole una conferma di questa impressione, e la madre le ha risposto che c’erano sempre stati i matrimoni forzati e le violenze psicologiche, ma che una volta era invece raro sentire parlare di donne percosse dal marito o addirittura di femminicidi. Kareyce le ha domandato come le donne della sua generazione reagissero alle violenze: e la madre le ha raccontato del Gwà, un cerchio creato dalle donne per confidarsi le proprie esperienze e per sostenersi. Gwà è diventato il titolo del nuovo album dell’artista camerunese, pubblicato dall’etichetta ContreJour. Kareyce Fotso si era resa conto che il tipo di pratica del Gwà di cui le aveva parlato la madre si era persa, e ha allora pensato di ricrearne la dimensione in una forma contemporanea attraverso un gruppo facebook, che ha chiamato proprio così, Gwà: al gruppo si sono via via aggregate 30mila donne, che hanno cominciato a condividere le loro storie. Kareyce ha pensato di valorizzare le loro testimonianze realizzando un album: i brani sono stati ispirati dalle vicende reali di donne vittime di violenza che hanno partecipato al gruppo. Il brano di apertura, Gue Wo, racconta di una donna a cui i familiari consigliavano di sopportare le violenze del marito, ma che poi non ce la fa più e scappa. Il secondo brano parla delle donne che con i loro problemi vivono ancora nell’ombra. Una delle storie più drammatiche è quella a cui si riferisce il brano intitolato Femme: una delle partecipanti al gruppo era arrivata al punto di pensare di togliersi la vita, ma proprio attraverso facebook è stata contattata, ed è stata poi aiutata, anche attraverso una rete di ascolto creata con medici, psichiatri e giuristi che operano su base volontaria. Un altro brano sottolinea l’importanza dell’autostima, e del ruolo che gioca in questo la solidarietà femminile, evitando che una donna sia condizionata a vedere il proprio valore attraverso gli occhi di un uomo. Kareyce Fotso è legata alla cultura bamileké delle sue origini – i bamileké costituiscono in Camerun il più importante gruppo etnico – e la vive come un importante baricentro identitario: benché Kareyce sia cresciuta nella capitale, la madre si è sforzata di trasmetterle la cultura bamileké, e in questo album l’artista camerunese ha scelto di utilizzare non il francese o l’inglese ma il ghomalà, una delle undici lingue parlate dai bamileké. Se Kareyce Fotso vuole salvaguardare il patrimonio rappresentato dalla cultura tradizionale, la musica dell’album è tuttavia spiccatamente moderna, con una cifra stilistica in cui si avverte l’importante contributo dato – sul piano della direzione artistica, come compositore della musica di alcuni dei brani e come strumentista – da Blick Bassy, uno dei più interessanti protagonisti della scena camerunese di oggi. Sulla copertina dell’album Kareyce Fotso appare attorniata da una decina di donne, giovani e meno giovani: non sono comparse, ma proprio alcune delle donne che hanno condiviso le loro storie nel gruppo facebook chiamato Gwà come poi questo album. Quando Kareyce Fotso ha proposto alle donne di apparire sulla copertina del disco, nessuna voleva farsi riconoscere: ma più tardi alcune ci hanno ripensato, avendo riflettuto sull’importanza di non rimanere prigioniere della paura.
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