Operai sfruttati nel cantiere del consolato USA: risarcimenti per 30 milioni, permessi di soggiorno per 270 lavoratori indiani

Non è un’ammissione di responsabilità, sottolinea la Caddell, l’azienda di costruzioni americana incaricata di costruire la nuova sede del consolato in piazzale Accursio, nel cuore di Milano. Ma al di là delle dichiarazioni di rito, l’entità dei risarcimenti, ben oltre la prassi, fa pensare proprio l’opposto. Lavori eseguiti facendo arrivare centinaia di operai indiani, attraverso un dirigente-caporale, fermato in aeroporto mentre tentava la fuga, che si occupava poi di tenerli buoni davanti alle proteste per paghe da fame, anche due euro l’ora per giornate di 10-12 ore di lavoro, insulti e minacce, operai che dovevano anche rimborsare vitto e alloggio che da contratto dovevan essere garantiti. Una situazione di grave sfruttamento emersa proprio grazie alle loro testimonianze, dopo che l’azienda aveva negato l’accesso a sindacati e ispettorato invocando l’extra territorialita, ed alla procura che le ha prese sul serio mandando i carabinieri ed a fine maggio emerge ciò che pur alla luce del sole nessuno riusciva a vedere. Il “metodo Storari”, già usato dal pm milanese in altre inchieste sul mondo del lavoro, prevede attraverso l’amministrazione controllata di arrivare a regolarizzare i lavoratori e la posizione erariale, cosi sono arrivati quasi 10 milioni di retribuzioni non pagate, 3 milioni di rimborso alloggi, 7 milioni di danni morali, 11 milioni tra contributi non versati e sanzioni, oltre a 270 permessi di soggiorno e 60 naspi per chi non ha potuto continuare a lavorare. A breve decadrà anche l’amministrazione giudiziaria. Non cela la soddisfazione il pm Paolo Storari che parla di risultato oggettivamente straordinario, che ha cambiato in meglio la vita agli oltre 400 lavoratori coinvolti.
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