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Occhio al voto di Reggio Calabria, il destino del Governo passa anche da lì

27 settembre 2026|Luigi Ambrosio
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Roberto Vannacci con Domenico Giannetta

Attenzione a Reggio Calabria, dove si vota per le suppletive alla Camera. Si deve assegnare il seggio di Francesco Cannizzaro, diventato sindaco e il centrodestra, dominatore in città, stavolta ha paura di perdere. Il problema non è il centrosinistra, il problema è Vannacci. Futuro Nazionale è alla prima prova politica seria e candida un ex uomo forte di Forza Italia, Domenico Giannetta (nella foto con Vannacci).
Sono girati sondaggi inquietanti, nei giorni scorsi, che hanno fatto a dire a Vannacci “Reggio Calabria sarà la mia Sassonia”, riferendosi all’exploit di Afd nel Land della Sassonia-Anhalt. I sondaggi -segreti, ma è il solito segreto di Pulcinella – non lo danno a quel livello ma si tratterebbe, comunque, di un dato clamoroso se fosse confermato. Non è un caso che Fratelli d’Italia abbia rispolverato Gianfranco Fini a cui è stato fatto dire: “Conosco Reggio, se Vannacci arriva al 10 è tanto”. Il voto fa paura alla maggioranza parlamentare al punto che potrebbe perfino influenzare le scelte a livello nazionale.
Il tempo è un fattore di cui l’ex generale della Folgore ha bisogno, a Palazzo Chigi lo sanno (così come sanno che l’altro soggetto politico che ha disperato bisogno di tempo è il Campo largo) tanto che sono ormai in campagna elettorale, basti scorrere le ultime decisioni, dal bollo auto al tetto agli alunni stranieri nelle classi al prezzo calmierato dei carburanti nei distributori Eni.
Un Vannacci che a Reggio Calabria facesse perdere il candidato di Meloni – il forzista Fabio Roscioli, uomo molto vicino a Marina Berlusconi- rappresenterebbe un cataclisma. Ma anche una vittoria non brillante come in passato, in un seggio considerato sicuro, farebbe tremare le vene ai polsi al Governo.
Anche perché Vannacci in Calabria sta consolidando relazioni di potere destinate a durare. Imbarcando persone come Giannetta o come il deputato Domenico Furgiele, già regista dell’ascesa della Lega quando Salvini venne eletto senatore in Calabria nel 2018. Altri segnali di quanto potrebbe accadere a livello nazionale.

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