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Lo stupro fa notizia se il colpevole è straniero

Perché ci sono così tanti stupri, in questa estate? E’ cresciuto il numero degli stupratori, si sono aperte le gabbie? Qualcuno impazzisce dal caldo?

Soltanto ieri sulla pagina principale di un quotidiano nazionale on line si leggeva di 7 diversi episodi di violenza sessuale ai danni di donne, in un solo giorno.

La verità è che gli stupri sono quotidiani e sono molti di più. Quelli denunciati, una minoranza, sono stati 2333 da gennaio a luglio 2017. Fanno 11 al giorno. Ma “normalmente” non finiscono sui giornali, perché sono considerati, appunto, normalità. Si parla tutt’al più di femminicidi, che sono molti meno, uno ogni tre giorni. Gli stupri compaiono improvvisamente nelle cronache se si tratta di un fatto di particolare efferatezza, come ad esempio una violenza di gruppo, particolarmente odiosa, oppure se i fatti sono oggetto di una polemica politica. Quello che accade ora è che lo stupro di gruppo di Rimini, che racchiude entrambe le casistiche, è stato strumentalizzato per aizzare un discorso razzista, che in questo momento è molto in voga. I quattro stupratori non sono ancora stati catturati, ma si ipotizza che siano nordafricani. E allora anche gli altri casi di stupro diventano improvvisamente visibili per le testate giornalistiche.

Torniamo ai dati del ministero dell’Interno. Le violenze sessuali rispetto allo scorso anno sono in leggero calo: ce ne sono state 12 in meno. Gli stupratori sono italiani nel 63% dei casi, stranieri nel 37%. In leggero aumento rispetto allo scorso anno gli italiani, in leggera diminuzione gli stranieri. Sono numeri risibili, rispetto all’enormità degli stupri quotidiani che avvengono in Italia. E alle donne che subiscono, non interessa nulla della nazionalità dei violentatori. Non vogliono che la loro sofferenza sia strumentalizzata. E infatti le vittime scompaiono dalle cronache. Al centro del dibattito, ci sono gli stupratori. Ma non si parla della cultura sessista che è alla base della violenza sulle donne. Ci si concentra sulla nazionalità.

  • Autore articolo
    Chiara Ronzani
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    Come possiamo pensare di uscire da un lungo periodo di stagnazione dell’economia italiana, quando lo zero-virgola regna ancora incontrastato in alcune importanti statistiche italiane? Mi riferisco al dato pubblicato ieri dall’Istat nella “Nota sull’andamento dell’economia italiana”. A questo proposito l’Istat ci ha detto che nel terzo trimestre dell’anno scorso (tra luglio e settembre 2025) l’aumento del Pil italiano è stato dello….0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (aprile-giugno 2025). Se guardiamo agli scambi commerciali con l’estero (import ed export) la crescita tra agosto e ottobre scorsi è stata dello 0,3% per le esportazioni e dello 0,2% per le importazioni. Nelle stesse ore in cui ieri l’Istat diffondeva i suoi dati nella nota congiunturale veniva pubblicato un altro documento – importante - di analisi della congiuntura: un report su lavoro e demografia redatto dal centro ricerche REF, autorevole centro di ricerche economiche milanese, diretto da Fedele de Novellis, ospite oggi a Pubblica.

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    “Justice for Palestine” ovvero un milione di firme in un anno per dire non vogliamo più l’accordo di Associazione con Israele, almeno finché non ci sarà il pieno rispetto dei diritti dei palestinesi. L’iniziativa è promossa da European Left Alliance, all’interno della piattaforma per le petizioni di “iniziativa dei cittadini europei” che rendono poi obbligatoria la risposta della Commissione a una richiesta che raggiunga le firme. Perché l’Europa non ha preso alcuna posizione significativa nei confronti del governo israeliano, anzi, pur essendo con 42 miliardi anno il principale partner commerciale di Tel Aviv. “Siamo sia il più grande importatore che esportatore verso Israele, abbiamo una grande leva, la politica commerciale: dovremmo condizionarla al rispetto dei diritti umani come in realtà prevederebbe proprio l’accordo di associazione”, sottolinea Giorgio Marasà Responsabile Esteri di Sinistra Italiana che aderisce.

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