Il consenso libero e attuale potrebbe diventare un consenso riconoscibile, quindi non più libero, ma condizionato da un riconoscimento che deve essere stabilito da un giudice in base al contesto nel quale lo stupro e la violenza avvengono.
Questa è la versione rivista dalla destra, in particolare dalla presidente della Commissione Giustizia Giulia Bongiorno, senatrice della Lega, che ora potrebbe diventare la base di un nuovo disegno di legge, dopo che la stessa Lega aveva fatto fallire il precedente, quello dove il consenso della donna al rapporto sessuale doveva essere libero e attuale, altrimenti si sarebbe configurata una violenza.
La Lega aveva fermato tutto, sconfessando la stessa Presidente del Consiglio, la quale, secondo il racconto di Elly Schlein, aveva assicurato l’approvazione del disegno di legge sancendo la promessa con una stretta di mano alla segretaria del PD.
Ora arriva questa modifica al testo che Giulia Buongiorno vuole portare in aula presto, già a febbraio, ma che non convince per prime le associazioni che si occupano di violenza contro le donne, quelle realtà che hanno a che fare con gli ostacoli e la diffidenza che le donne devono affrontare non solo per denunciare, ma anche dopo nelle aule del tribunale.
Un passo indietro, denunciano, perché il rischio è che sia la stessa vittima a dover dimostrare e provare che quel consenso non era riconoscibile, che il contesto non favoriva il rapporto. Tante condizioni da provare e da verificare per arrivare a riconoscere che quel no era un no, come poteva essere la frase “un consenso libero e attuale”.


