Meloni ora non vuole sembrare troppo trumpiana. E cerca gli europei

Cercare una sponda con gli alleati in Europa, Regno Unito, Francia e Germania. Giorgia Meloni ha partecipato alla telefonata di cui Londra ha dato notizia, nella quale si è stabilito insieme di lavorare “per la diplomazia e il coordinamento militare”. Così è rimbalzato anche a Roma il comunicato che serve alla presidente del Consiglio a superare l’isolamento nel quale la guerra condotta dagli Stati Uniti in Iran l’aveva posta. Fedele alleata di Trump, si è ritrovata in una situazione di difficoltà, non potendo, da un lato, approvare completamente un’operazione che il ministro della Difesa Crosetto ieri ha denunciato essere fuori dal diritto internazionale e, nello stesso tempo, non riuscendo a prenderne le distanze. Tant’è che ne parla il meno possibile, anche se, più passano i giorni e maggiore, è la necessità di non pagare troppo cara l’alleanza a Donald Trump in termini di consensi. Questa mattina Giorgia Meloni ha diffuso uno scarno comunicato nel quale afferma di seguire gli effetti di questa crisi, soprattutto quelli economici. Sono questi, infatti, quelli che preoccupano il Governo, oltre al coinvolgimento in operazioni militari dovute alla possibile autorizzazione all’uso delle basi statunitensi in Italia. Sono temi non popolari, non portano consenso, anzi generano paure, e Giorgia Meloni, a quindici giorni dal referendum, teme di vederne già nelle urne il risultato con la vittoria del No. L’11 marzo sarà alle Camere a parlare di Iran. È un argomento sul quale non può aggredire, come d’abitudine, l’opposizione: deve, invece, sfruttare pretesti e notizie che servono per mettere in cattiva luce i magistrati, a favore della sua campagna referendaria e oggi tocca al Tribunale dei minori essere attaccato da Giorgia Meloni per la decisione presa sulla cosiddetta famiglia nel bosco.
Continua la lettura


