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Vannacci lascia la Lega per un “futuro nazionale”. E Salvini resta “deluso e amareggiato”

Vannacci e Salvini

Roberto Vannacci ha lasciato la Lega. L’annuncio ufficiale, dopo settimane di tira e molla, è arrivato oggi pomeriggio. È stato lo stesso generale a postarlo sui suoi social: “Inseguo un sogno e vado lontano. Proseguo da solo, Futuro Nazionale è realtà”, ha scritto. Proprio mentre in via Bellerio Matteo Salvini aveva convocato il consiglio federale della Lega. “Sono deluso e amareggiato”, è stato il primo commento del segretario leghista.
Le strade di Vannacci e del Carroccio si dividono quindi, dopo mesi di tormenti. Uno, il Generale, guarda avanti e dice di avere un sogno da inseguire da solo. L’altro, il Capitano, si dichiara deluso e amareggiato, ma convinto di andare tranquillo per la sua strada. C’è da capire cosa comporta questa scelta per il futuro dell’uno e dell’altro. Vannacci aspira a creare una Afd italiana, un partito di ultradestra che non scenda a compromessi e capace, spera, di attirare quei consensi ora dispersi nell’astensione di destra. È sul tema della remigrazione che proverà a costruire il suo successo. Il manifesto politico subito pubblicato sui social dice chiaramente dove vuole andare. Salvini deve gestire la separazione. Se i colonnelli nordisti, Zaia in primis, tirano un sospiro di sollievo, potrebbero però a breve chiedere conto al segretario delle sue scelte passate. La nomina a vicesegretario di uno di loro potrebbe non bastare a calmarne gli animi. E Salvini deve anche preoccuparsi del fatto che la nuova creatura vannacciana potrebbe affossare una Lega già in calo costante di consensi. I sondaggi parlano di un possibile risultato elettorale per Futuro Nazionale che va dal 2 al 4%. Dove li andrà a prendere quei voti? Oltre che nell’astensione, sicuramente anche in un bacino che sta a metà tra la Lega e Fratelli d’Italia. La scelta salviniana di ribadire le priorità del Carroccio, stretta securitaria e lancio della manifestazione remigrazionista di Milano del prossimo aprile, fanno intendere che non ha nessuna intenzione di lasciare campo libero al suo ex vice. Che potrebbe anche formare un nuovo gruppo in Parlamento, se davvero i parlamentari fin qui definiti vannacciani dovessero seguirlo davvero nella sua nuova avventura.

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