Meloni e Salvini accelerano sul decreto sicurezza, sull’onda dei fatti di Torino

Se fino a ieri l’ipotesi di inserire lo scudo penale per gli agenti di polizia era incerta perché non c’era necessità di urgenza per giustificare un decreto legge, oggi quella parola, urgenza, viene utilizzata da Meloni e da Salvini e già domani a Palazzo Chigi arriverà sul tavolo del governo un pacchetto sicurezza rivisto, con le norme a favore delle forze dell’ordine direttamente e velocemente spostate in un decreto legge che, nel prossimo consiglio dei ministri, sarà senza molti dubbi approvato.
È una delle conseguenze delle azioni di una frangia di violenti contro la polizia che si sono verificate a Torino, alla fine del corteo, dopo che migliaia di persone erano scese in piazza in maniera pacifica, ma l’altra conseguenza sarà un’ulteriore stretta nella repressione del dissenso, perché altro non è la proposta di Salvini di far pagare a chi scende in piazza una cauzione, un’idea che ha come scopo quello di intimidire chi, tra operai, studenti e cittadini, scenderà in piazza perché, come dice la CGIL, sicuramente è incostituzionale, non passerebbe mai perché vorrebbe dire che la libertà di manifestare sancita dalla Costituzione è condizionata dai soldi che si hanno per pagare una cauzione.
Meloni di prima mattina è arrivata a Torino per annunciare questa stretta, intestandosela prima ancora che lo facesse Salvini che, dal canto suo, ha annunciato nel prossimo fine settimana gazebo in tutte le città con lo slogan “Io sto con la polizia”, ma Meloni ha fatto ancora di più: ha pronunciato una frase che volutamente prende di mira i magistrati, insinuando il sospetto che, nel perseguire i violenti di Torino, possano non fare il loro dovere.
«Mi aspetto che valutino questi episodi senza esitazione», ha detto, «perché non si ripeta che alla denuncia non segua nulla». Frasi che sembrano avere altre finalità, anche quella di mettere il governo contro pezzi delle istituzioni, non solo le opposizioni considerate da parte della destra complici, ma anche la magistratura, un gioco che appare pericoloso in questo momento.
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