Sicurezza, diritti, libertà: Washington e Gaza chiamano Roma. E Meloni?

Medici Senza Frontiere deve lasciare Gaza entro febbraio. È il ricatto di Netanyahu: o le organizzazioni umanitarie forniscono elenchi del personale locale o si è cacciati. Se poi bambini, donne, uomini soffrono e muoiono, nella logica del più forte: peggio per loro, son capitati dalla parte sbagliata della storia: poveri, ultimi, migranti, emarginati. Il vissuto persecutorio, difensivo-aggressivo, prevale a Tel Aviv (oltretutto più 500 palestinesi uccisi dopo la tregua) e nelle destre che nel mondo sequestrano dignità, diritti, libertà: umanità. Se tra sanitari palestinesi si potrebbero camuffare terroristi di Hamas (eventualità sempre smentita), tra i cittadini in strada contro le violenze dell’Ice in Minnesota per Trump si celavano «insurrezionisti e agitatori pagati» (mamma di 3 figli, infermiere, bambini di 2 e 5 anni). Si dicono sovranisti ma la destra globalizzata e globalizzante vuol farla da padrona. Washington e Gaza chiamano; Roma risponde. Dipende come. Se Meloni con durezza persegue violenti, criminali infiltrati anche dall’estero in cortei pacifici per scatenare guerriglie, può contare sul Paese tutto: e lo sa! Se segue il canto delle sirene internazionali securitarie (e ci mette del suo non facendo i conti con le passate contiguità di gruppi eversivi neofascisti) divide, utilizza crimini ingiustificabili (l’assalto al poliziotto a Torino) contro le opposizioni (Piantedosi: “squadristi rossi”), incrementa paure, criminalizza il dissenso. Potrebbe invece coinvolgere le minoranze in politiche da vagliare insieme e cercar di condividere. L’Ordine pubblico non s’identifica solo con le Forze dell’Ordine, è l’Ordine istituzionale, cioè promozione e difesa dei valori fondanti la cittadinanza attiva che ha a base la Costituzione nata dalla Lotta di Liberazione dal nazifascismo, vale dire: lavoro, dignità, rispetto delle persone, uguaglianza di partenza, equa distribuzione della ricchezza, salute e scuola pubblica, cultura come anima, educazione civica e affettiva. È il momento che maggioranza e opposizioni mettano al centro il bene comune della Carta, si parlino, condividano misure preventive oltreché repressive, per l’Italia! Utopia? Forse no, stando a voci di ricerca d’intese. Aspettiamo i fatti.
Continua la lettura


