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USA-Iran: Pressing dei Paesi del Golfo per un accordo

22 maggio 2026|Michele Migone
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USA-Iran. Teheran

Una girandola di incontri e contatti per tentare di evitare la ripresa dei bombardamenti. La diplomazia si muove ed è soprattutto quella dei Paesi del Golfo e dei mediatori del Pakistan. Non c’è un’intesa, ma chi vuole arrivare a un accordo punta sul bicchiere mezzo pieno, nella speranza poi di riempirlo per intero. Nel pomeriggio prima la televisione saudita Al Hadath e quella degli emirati Al Arabiya hanno affermato che esisterebbe una bozza finale dell’accordo tra gli USA e l’Iran. Nove punti, tra cui il cessate il fuoco immediato, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la graduale revoca delle sanzioni americane nei confronti di Teheran. Dall’intesa restano però al momento esclusi i nodi cruciali del nucleare e dei missili balistici iraniani, che sarebbero oggetto di ulteriori negoziati che dovranno iniziare entro sette giorni dall’entrata in vigore dell’accordo che scatta con l’annuncio ufficiale. Le indiscrezioni vengono diffuse dopo che il capo dell’esercito del Pakistan, il Maresciallo Munir, uomo chiave delle trattative, è partito per Teheran. Nella capitale iraniana sarebbe giunta anche una delegazione qatariota con l’obiettivo di finalizzare l’accordo. Secondo l’agenzia Bloomberg, nelle scorse ore ci sarebbero state tre telefonate separate dei vertici del Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita a Donald Trump per convincerlo a non riprendere i bombardamenti. I tre Paesi non hanno una posizione univoca sull’accordo che andrebbe fatto con Teheran, ma tutti e tre preferiscono evitare la ripresa delle guera. Di fronte a queste notizie, sono scarse le reazioni o le indiscrezioni che arrivano dagli Stati Uniti. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha detto che sono stati fatti lievi progressi nelle trattative, ma non ha voluto enfatizzare oltre. Soprattutto ha citato ancora la questione del nucleare iraniano, tema che, secondo la bozza diffusa nel pomeriggio, non sarebbe contemplato dall’accordo di cessate il fuoco, ma rimandato a nuovi colloqui. In sostanza, c’è un forte pressing dei Paesi del Golfo su Trump – il quale è molto sensibile ai loro richiami – ma la bozza sembra essere ancora insufficiente dal punto di vista statunitense. Dimostrerebbe che Trump non ha ottenuto alcun risultato con la guerra.

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