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Un’aria da fine impero. Nel Governo Meloni si naviga a vista tra tentazioni di elezioni anticipate e smentite

22 maggio 2026|Anna Bredice
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Giorgia Meloni e Matteo Salvini
La marcia indietro di Matteo Salvini sull’ipotesi di elezioni anticipate è stata obbligata, ma non sembra molto convincente, ieri, ad esempio ha detto che non ci sarà un voto prima del termine e ha aggiunto “ovviamente le guerre non aiutano”. Quindi, la prosecuzione della legislatura è sempre legata ad una condizione, ieri quella economica, oggi le guerre. La gestione quotidiana di tanti piccoli problemi diventa uno stillicidio, oggi il Governo dovrà risolvere il tema delle accise sulla benzina, poi lo sciopero minacciato dei camionisti, domenica il voto delle amministrative. Ieri, ad esempio, ad Agrigento è avvenuta una lite non tra candidati dei due fronti, ma tra quello sostenuto da Forza Italia e Fratelli d’Italia e un altro che si presenta con la Lega. “C’è un’aria da fine impero” ha detto Nicola Fratoianni riferendosi alle continue tensioni: i ministri Crosetto e Giorgetti si rimpallano le decisioni da prendere sui soldi per il riarmo, Giorgia Meloni deve riprendere Matteo Salvini ogni volta che dice cose fuori dal coro, dai fatti di Modena al voto anticipato. Ma il problema è che tutti sanno che i sedici mesi di legislatura che mancano non possono essere condotti in questo modo, manca un obiettivo sicuro per recuperare il consenso e la postura di una leader, si va avanti mettendo una pezza ai problemi di ogni giorno. La coalizione non ha un collante, se non quello di decidere se Roberto Vannacci può stare dentro la coalizione oppure no, sapendo, però, che in questo caso toglierà consensi, alla Lega per prima, ma anche a Fratelli d’Italia. Dalle parti di Vannacci dicono che sono parecchi i leghisti che chiedono di passare con loro, da un lato perché la legge elettorale allo studio non prevede molti posti in lista e, poi, perché i sondaggi di Vannacci galoppano, portando con sé temi identitari della destra, dalla remigrazione alla sicurezza e alla guerra, che sono argomenti della Lega, ma anche di Giorgia Meloni. È Forza Italia che mette un muro all’ingresso di Vannacci nella coalizione e anche alle elezioni anticipate: non sono pronti per cambiamenti radicali nel nome di Marina Berlusconi. Ci vuole tempo. E così per ora si naviga a vista, seguendo il clima generale, seguendo i sondaggi, soprattutto dopo la sconfitta al referendum.
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