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Cuba: portaerei e aiuti umanitari condizionati. La Casa Bianca aumenta la pressione

21 maggio 2026|Michele Migone
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Segretario di Stato USA Marco Rubio

La portaerei Nimitz e il suo gruppo navale sono entrati nelle acque dei Caraibi e non è certo una coincidenza che siano arrivati di fronte a Cuba, poche ore dopo l’annuncio di incriminazione di Raul Castro da parte del dipartimento della giustizia. Secondo i media americani la Nimitz si fermerà pochi giorni e nessuna imminente azione militare è prevista, ma l’arrivo della portaerei è sembrato un replay dell’escalation, che in gennaio portò, poi, al blitz di Caracas. Donald Trump ha detto che la Nimitz non è lì per intimidire i cubani, ma è sembrata la solita frase e circostanza del presidente. La pressione sull’Havana, infatti, è ora molto forte, la Casa Bianca sembra voler accelerare per costringere il regime a una capitolazione. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha ripetuto di preferire un accordo, ma se questo non dovesse arrivare agiremo, ha aggiunto. Rubio usa il bastone e la carota: la scorsa notte aveva diffuso un videomessaggio in cui proponeva cento milioni di dollari di aiuti umanitario all’isola, ma solo se poi questi fossero stati distribuiti dalla Chiesa cattolica. Oggi ha detto che questi aiuti sono stati accettati, ma non ha specificato chi del governo cubano l’abbia fatto. La pressione passa anche attraverso il tentativo di coinvolgere la popolazione con proteste contro il regime. La Casa Bianca punta a un cambiamento dello status quo all’Havana: un cambiamento di regime simile a quello imposto in Venezuela, e, forse, l’accelerazione di queste ore può essere collegata all’indecisione americana, sulla ripresa della guerra in Iran, un tentativo di mascherare il fallimento in Medio Oriente. Un’altra spinta verso l’accelerazione l’ha data la Corte Suprema statunitense, con 8 voti a favore su 9, i giudici hanno autorizzato, le cause relative ai beni americani sequestrati da Cuba, nel 1960.

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