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Usa – Iran: attesa per la risposta di Teheran alla proposta di Trump

07 maggio 2026|Michele Migone
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Iran Usa bandiere

Secondo alcune fonti gli USA e l’Iran non sarebbero mai stati così vicini come ora a un accordo per porre fine ufficialmente alle ostilità, ma se è vero che le posizioni si sono avvicinate è anche vero che nulla può garantire che il cerchio si chiuda. La proposta americana, una pagina, contiene delle condizioni, meno stringenti che in passato, ma pur sempre delle condizioni che il regime di Teheran può decidere di rifiutare. Attesa per oggi attraverso il Pakistan, la risposta iraniana non è ancora arrivata e mentre su Islamabad e poi Teheran cade la sera, nel pomeriggio americano, Donald Trump aspetta di capire se sia riuscito a costringere i Pasdaran ad accettare delle condizioni che gli possano permettere di dire non solo che la guerra sia finita, ma anche, mentendo, che l’ha vinta. In realtà, secondo la Reuters, le due parti sarebbero solo prossime a una possibile intesa per far tacere le armi e a rimandare in un secondo tempo, 30 giorni, i colloqui per un’eventuale accordo quadro. Potrebbe essere una possibilità, ma non facile da praticare. Tutti i nodi rimarrebbero da sciogliere in una situazione non diversa dal passato. I fattori non sono cambiati. La preponderante potenza militare americana e israeliana ha colpito con forza, ma non è stata sufficiente a piegare il regime. Il passo successivo è un’escalation che Trump vuole evitare ma che potrebbe essere costretto ad adottare. Gli iraniani non vogliono continuare la guerra, ma non vogliono neppure abbandonare le leve – vedi Hormuz – che permettono loro di essere, benché indeboliti, in una posizione di vantaggio strategico rispetto agli USA in questo braccio di ferro. Alla vigilia del viaggio di Donald Trump in Cina, Pechino, così direttamente interessata alla vicenda, può giocare un ruolo importante per arrivare a una soluzione. Ma che non vada a discapito del suo rapporto con Teheran.

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