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Ungheria, comincia il dopo Orbán. Con la voglia di tornare un Paese normale

13 aprile 2026|Martina Stefanoni
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Magyar Ungheria ANSA

“Gli ungheresi hanno votato non solo per un cambio di governo, ma per un cambio di regime”, ha detto oggi Peter Magyar in una conferenza stampa fiume di tre ore sulla storica vittoria di ieri. Anche solo con la forma della conferenza stampa, Magyar ha voluto segnare la discontinuità con Viktor Orbán, che rispondeva solitamente solo alle domande di un piccolo gruppo di giornalisti selezionati.

Il leader di Tisza ha ribadito che la sua priorità sarà riportare la democrazia nel paese: vuole creare un nuovo ufficio anticorruzione, e recuperare i fondi statali spesi da Orbán in modo fraudolento, oltre a impostare il limite di due mandati per il premier. Ha poi ribadito il suo europeismo, annunciando di voler portare l’Ungheria nell’eurozona. Più complicate, invece le sue posizioni su Russia e Ucraina: ha detto che non si opporrà al prestito da 90 miliardi di euro a Kiev che Orbán stava bloccando, ma che manterrà la decisione di non partecipare finanziariamente al prestito, oltre ad opporsi a un’adesione rapida dell’Ucraina all’Unione.

Sulla Russia, invece, ha detto di voler avere rapporti “pragmatici” con Mosca, soprattutto per quanto riguarda le importazioni di gas. Non un’alleanza, quindi, ma nemmeno una rottura. Anche sull’immigrazione, i pochi commenti di Magyar sembrano indicare continuità con Orbán. Non bisogna dimenticare la provenienza di Magyar, che fino a due anni fa era in Fidesz, nè la composizione dell’opinione pubblica ungherese che resta essenzialmente conservatrice. Per questo, alcune sue posizioni potrebbero deludere qualcuno, soprattutto in Europa, che si aspettava un cambiamento radicale; ma, almeno per quanto espresso fin qui, sembrano invece ricalcare le aspettative di chi l’ha votato, che ha sempre indicato due priorità per questo governo: fine alla corruzione, e riavvicinamento all’Europa. Il resto, forse, arriverà più tardi.

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