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Il Parlamento francese abroga il Code Noir, il codice schiavista che risaliva al 17esimo secolo

29 maggio 2026|Veronica Gennari
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Monumento Schiavitù Parigi

178 sono gli anni che separano i francesi di oggi dall’abolizione della schiavitù. Il 1848 è stato l’anno in cui la schiavitù è stata ufficialmente abolita in Francia, e dico proprio “ufficialmente”. Infatti la schiavitù venne abolita in un primo decreto nel 1794, durante la Rivoluzione francese, che stipulava che tutti gli uomini erano liberi e uguali. Il decreto venne probabilmente pubblicato anche a causa delle grandi rivolte che erano in corso nelle colonie francesi, soprattutto ad Haiti.

Otto anni dopo, Napoleone Bonaparte reintrodusse la schiavitù per un breve periodo. Quarant’anni dopo, infine, il governo firmò definitivamente l’abolizione della schiavitù in tutte le colonie francesi e liberò più di 250 mila schiavi.

Quello che il decreto del 1848 non ha eliminato, però, è il code noir, il codice nero, un insieme di sessanta articoli che avevano lo scopo di codificare la schiavitù nelle colonie francesi. Più di un secolo e mezzo dopo, il code noir esiste ancora nel sistema giuridico francese… o almeno, esisteva fino a ieri, quando il Parlamento francese ne ha votato l’abolizione all’unanimità. La proposta di legge è stata portata all’Assemblée nationale da Max Mathiasin, deputato in Guadeloupe.

Cerchiamo di essere chiari: la schiavitù non è ovviamente più legale nelle ex colonie francesi, quindi il code noir non ha nessun valore giuridico. Resta però il valore simbolico di un testo che ha per secoli codificato un sistema di sfruttamento, violenza e umiliazione di persone che sono state ridotte a una condizione di inumanità. Uno dei suoi articoli più noti, l’articolo 44, affermava per esempio che gli schiavi sono “beni mobili”, ovvero beni che possono essere acquistati o venduti.

Il deputato Steevy Gustave, discendente di schiavi francesi, ha difeso la proposta in Parlamento dicendo che la legge francese che ha riconosciuto la schiavitù come un crimine contro l’umanità, la Loi Taubira del 2001, era solo il primo passo della storia. Ieri, i deputati francesi hanno compiuto il secondo passo. Non senza emozione, Gustave ha dichiarato: “Il code noir non si è fermato alle porte della storia. Il razzismo non è mai sparito totalmente. Ha soltanto cambiato volto, nelle discriminazioni, nelle disuguaglianze, negli sguardi della gente”.

“Fossile legislativo”, il codice nero sarà quindi ufficialmente cancellato dall’insieme delle leggi francesi, anche con l’appoggio del presidente Emmanuel Macron. Ieri gli applausi in Parlamento non si sono risparmiati, ma questa decisione apre ora la discussione su un futuro dossier molto più sensibile, quello della riparazione.

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