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Una settimana per avere tutti i candidati

Si vedranno ma non avranno una discussione dedicata. L’assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino e la vicesindaco Francesca Balzani si incontreranno nella riunione di giunta, ma non hanno un appuntamento ufficiale per discutere delle primarie di Milano.

La campagna di raccolta firme per la presentazione delle candidature va quindi avanti per Majorino, e anche per Roberto Caputo e Antonio Iannetta, mentre la Balzani dovrebbe decidere entro la fine della settimana se candidarsi, a ridosso della scelta del commissario unico a Expo Giuseppe Sala, prevista il 21 dicembre.

Da parte di alcune delle numerose anime della sinistra cittadina, dai Comitati per Milano alla SinistraDem, da Sinistra Ecologia Libertà a ReteDem, continuano i contatti affinché ci sia una convergenza tra i due esponenti della giunta del sindaco Giuliano Pisapia.

C’è, intanto, da registrare le ricadute dell’apertura di dialogo fatta da Sala nei confronti di Majorino, l’appuntamento pubblico dell’8 gennaio per un confronto tra i due, oltre a essere un reciproco riconoscimento, apre anche all’ipotesi di una collaborazione futura. Si tratta di uno scenario dell’inizio della scorsa estate che sembra riprendere validità, per la possibile convergenza di obiettivi.

C’è, infine, da registrare il gradimento che la Balzani avrebbe nel mondo dell’associazionismo cattolico sociale qualora decidesse di candidarsi, mentre quello politico sembrerebbe più vicino a Sala, ma non sono da escludere ulteriori evoluzioni.

E’ anche possibile che durante i trenta giorni di raccolta delle firme, che scadono il 13 gennaio, ci siano altri cambiamenti di posizionamento tra i candidati, magari frutto anche dei confronti pubblici.

  • Autore articolo
    Fabio Fimiani
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    Solo poche delle 368 vittime della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 hanno un corpo e un nome, sia perché molti corpi non sono stati recuperati, sia perché solo di pochi c’è stato un prelievo del Dna e la faticosa ricerca del match con i parenti delle vittime che si sono rintracciate nel corso di questi anni. Ma il Comitato 3 Ottobre, organizzazione no profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa, continua a lavorare con i familiari e con il Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, per dare un nome a ciascuno di loro. “Chiediamo solo di recuperare i morti e raccogliere i campioni, quest’anno siamo riusciti a dare una risposta a 12 famiglie, ce ne sono altre 65 che hanno chiesto il nostro aiuto solo nell’ultimo mese”, ci spiega Tareke Brhane, Presidente Comitato 3 Ottobre, che chiede il riconoscimento di una Giornata della Memoria, da celebrare ogni 3 ottobre a livello europeo per onorare i migranti deceduti, così come le persone che hanno rischiato la propria vita per salvarli.

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    Giuseppe Acconcia, Docente di Storia Delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Milano analizza la ripercussione della violentissima repressione sulle manifestazioni iraniane e prova a delineare quale potrebbe essere la via d'uscita del regime e la tenuta delle proteste. Riccardo Noury, portavoce Amnesty Italia, presenta l’iniziativa di venerdì con Women Life Freedom for Peace and Justice sulla scalinata del Campidoglio per esprimere solidarietà alla popolazione iraniana. Il Ministro degli Interni ieri in Parlamento ha definito Hannoun, il presidente dell'Associazione di solidarietà con la Palestina in carcere con l'accusa di aver finanziato Hamas, capo di una cellula di Hamas in Italia, ma cosa dicono le carte della Procura di Genova? Ce lo spiega  Mario Di Vito, giornalista de il manifesto, che racconta come le accuse contro Hannoun arrivino da un'agenzia dell'intelligence israeliana senza possibilità di verifica e soprattutto senza prove (come dice la stessa agenzia). Tareke Brhan presidente del Comitato 3 Ottobre, organizzazione non profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui 368 persone persero la vita, ci racconta l'identificazione della vittima 186 del maxi naufragio,  un uomo, originario dell'Eritrea, sepolto al cimitero di Bompensiere nel Nisseno, che grazie all'equipe di Labanof dell'Università di Milano ha finalmente un nome.

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