Una legge truffa di cortissimo respiro
27 febbraio 2026|Luigi Ambrosio
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Gli aspetti tecnici e i dubbi di carattere costituzionale sono importanti: il premio di maggioranza, un doppio turno che potrebbe porre più problemi che altro, l’obbligo di indicare il nome del candidato presidente del Consiglio. Ma la sostanza è molto semplice: in base agli ultimi sondaggi, con la legge elettorale attualmente in vigore il centrosinistra vincerebbe alla Camera e pareggerebbe al Senato. Con la nuova legge elettorale la destra vincerebbe largamente sia alla Camera che al Senato.In altre parole, Meloni e soci scrivono una legge elettorale pensata apposta per rivincere le elezioni politiche. Non che in Italia non si sia abituati a questi giochetti, basti pensare alla legge che lo stesso politico che la scrisse, Calderoli, definì “una porcata”. Ma qui siamo proprio al livello sartoriale. La destra si cuce addosso la legge elettorale con in mano gli ultimi sondaggi, quelli relativi alle elezioni e quelli relativi al referendum costituzionale sulla riforma della magistratura. Brevissimo respiro. Dopo le regionali del 2025 con il Sud che è andato a sinistra, alla vigilia di un referendum, per il quale i no alla riforma del Governo sono in crescita, Meloni ragiona a vista e non esclude di tentare l’azzardo del voto anticipato. Certo, dovrebbe convincere Mattarella a uno scioglimento anticipato e non sarebbe semplice, come non sarà semplice passare il vaglio della Corte Costituzionale per la nuova legge. Ma l’obiettivo è smaccatamente dichiarato: portare a casa tutto e con ogni mezzo fino a che sarà possibile farlo.
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