Meloni prende le distanze da Trump, lui si arrabbia, lei riceve la solidarietà da tutti

Sono passati quaranta giorni da quella frase “non condivido né condanno”, eppure da quel giorno e soprattutto nelle ultime ore Giorgia Meloni sta provando a cancellare tre anni e mezzo di politica estera, con quali esiti ancora non si sa, ma si è capito che non vuole affondare insieme al tycoon americano. Inizia a cancellare una lunga politica di subalternità a Donald Trump, quando pensava di diventare in Europa il riferimento del presidente Usa, la mediatrice per eccellenza, sorvolando sui dazi, sul Venezuela e riuscendo a non condannare mai in questi anni i crimini di Netanyahu. Fino ad ora, in queste settimane sono accadute molte cose, ma la prima è stata la sonora sconfitta al referendum sulla giustizia. Quel voto è stato un messaggio chiaro, c’era bisogno di riposizionarsi, iniziare a staccarsi da un alleato che cominciava anche in Italia a fare paura. Il caro benzina, l’inflazione che sale, i soldi del Pnrr che non ci sono più non consentono di fare promesse, il voto di domenica in Ungheria, prima ancora i colpi contro i soldati italiani in Libano e infine l’attacco di Trump al Papa sono stati i tre eventi che l’hanno costretta a rompere gli indugi. L’alleato sovranista a Budapest è stato sconfitto, così come lo è stata lei al referendum. L’affondo contro il Papa è stato il punto di non ritorno ed è per questo che la presidente del Consiglio ha atteso così tanto ad esprimere una condanna, l’ha definito “inaccettabile”, un giudizio che ora Trump rivolge a lei, rompendo un legame che per Meloni iniziava ad essere una macchia. Ora deve riposizionarsi, ritrovare una fiducia da parte degli altri leader europei che negli anni ha perso. Sulla bilancia dei rischi e dei vantaggi, se vuole vincere nuovamente le elezioni, forse ritiene più utile staccarsi da Trump, anche perché un anno è poco per pensare che il presidente americano possa cambiare. La forza dell’attacco a Giorgia Meloni è tale da provocare dichiarazioni di solidarietà da parte anche dell’opposizione, che si attendeva comunque una mossa di questo tipo da Giorgia Meloni, anche se vogliono di più, a cominciare dall’annuncio in Parlamento, e non a Vinitaly, della fine degli accordi di difesa con Israele.
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