I cento anni di Marilyn Monroe, simbolo hollywoodiano e diva controversa

Nel 2026 ricorre il centenario della nascita di Marilyn Monroe, nata il 1° giugno 1926 a Los Angeles. Norma Jeane Mortenson non fece mai segreto della sua infanzia difficile, trascorsa tra famiglie affidatarie e istituti, trasformandola in un successo mondiale, quando negli anni Cinquanta divenne il simbolo della femminilità hollywoodiana, come modella e attrice, recitando in film come “Gli uomini preferiscono le bionde”, “Quando la moglie è in vacanza” o al film di culto “A qualcuno piace caldo”.
Il sorriso magnetico, la voce flebile e il celebre abito bianco sollevato dal vento, diventano un potente simbolo di femminilità nell’immaginario collettivo, ripreso ancora oggi in film e documentari su di lei. Dietro l’immagine della diva si nascondeva una donna fragile, segnata dall’insicurezza e dalla pressione dei riflettori: soffriva di ansia, depressione e di una costante ricerca di approvazione affettiva.
Le difficoltà personali si riflettevano anche sul lavoro, tra ritardi sui set, crisi emotive e una crescente dipendenza da farmaci prescritti per combattere insonnia e stress che la portarono alla morte nel 1962, a soli 36 anni. Tra gli aspetti più discussi della sua vita c’è il presunto rapporto con il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. L’episodio più celebre resta il 19 maggio 1962, quando Marilyn cantò “Happy Birthday, Mr. President” durante una serata di gala al Madison Square Garden davanti a migliaia di persone. Quell’esibizione, carica di fascino e ambiguità, alimentò per decenni speculazioni e leggende. Ancora oggi, il legame tra Marilyn e Kennedy rappresenta uno dei capitoli più controversi della cultura pop americana.
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