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Un anno e mezzo in prigione senza accuse: il caso del pediatra di Gaza Hussam Abu Safiya

13 luglio 2026|Virginia Platini
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ANSA il dottor Hussam Abu Safiya, Gaza

Più di 560 giorni in una cella, prima nel centro di detenzione di Sde Teiman, ora a Rakefet, sottoterra, senza un’accusa formale. Il dottor Hussam Abu Safiya, pediatra, direttore dell’ospedale Kamal Adwan, a Beit Lahia, per Israele è un “combattente illegale”, qualcuno che senza essere un militare partecipa direttamente al conflitto. E’ bastata questa definizione per catturarlo il 27 dicembre 2024, dopo l’assedio del suo ospedale, e basta questa definizione per consentirne la detenzione senza un processo. Detenzione che durerà almeno fino a ottobre, ha stabilito la Corte suprema israeliana il mese scorso. Le ultime informazioni sulle sue condizioni risalgono a una decina di giorni fa, quando ha potuto incontrare il proprio avvocato. Quasi irriconoscibile per le violenze subite, parlando a fatica, avrebbe dichiarato al legale: “Mi hanno portato qui per uccidermi, non mi vedo sopravvivere”. Per la sua liberazione si sono mobilitate ong israeliane e internazionali, pochi giorni fa è arrivato anche un appello di cinque esperti delle Nazioni Unite. Sempre, finora, senza successo.

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