Ucraina. Putin è in difficoltà ma la guerra sarà ancora lunga

Pochi giorni fa il segretario di stato americano, Marco Rubio, lo ha detto molto chiaramente: gli Stati Uniti non sono più interessati a dei negoziati senza fine tra Russia e Ucraina. Nonostante i proclami l’amministrazione Trump non è riuscita a fermare la guerra. Aveva già ridotto in maniera importante il supporto militare a Kiev. Ora fa anche un passo indietro dal punto di vista diplomatico.
In Ucraina sperano che lo spazio rimasto vuoto possa essere riempito dall’Europa. La possibilità di parlare con Mosca verrà discussa in queste settimane: in questi giorni c’è una riunione informale dei ministri degli esteri dell’Unione Europea, il mese prossimo si riuniranno i capi di stato e di governo UE, a luglio ci sarà anche il vertice annuale della NATO. A Kiev però si stanno preparando, come minimo, ad altri due o tre anni di guerra. Lo stesso Zelensky ha ordinato una pianificazione che arrivi almeno al 2029. È altamente probabile che il conflitto armato vada avanti ancora a lungo e al momento sembra che gli ucraini siano in una posizione migliore rispetto a quella degli anni scorsi.
Innanzitutto il fronte si sta stabilizzando. Con lo sviluppo di una propria industria bellica e l’utilizzo dei droni Kiev sta mettendo in crisi la Russia. Vale sulla breve distanza quindi al fronte, vale sulla media distanza con gli attacchi sulle linee di rifornimento di Mosca, vale sulla lunga distanza con i continui raid sulle infrastrutture del petrolio e su tanti altri obiettivi strategici legati alla macchina bellica messa in piedi dal Cremlino.
Difficile verificare i numeri. Gli ucraini sostengono comunque che ci siano ogni mese circa 35mila soldati russi uccisi o feriti al fronte. Altra questione importante: gli attacchi in profondità in territorio russo, soprattutto quelli sulle raffinerie di petrolio, stanno aggiungendo un ulteriore elemento di criticità per l’economia russa. E poi, come ha dimostrato anche il recente viaggio dello stesso Zelensky nella regione del Golfo, Kiev è ormai un attore importante a livello globale grazie alla sua esperienza in campo militare e di difesa.
Tutto questo all’inizio dell’invasione russa nel 2022 non era assolutamente scontato. Ma come sempre il quadro è in chiaroscuro. Resistere, sopravvivere, è un primo passo importante ma a differenza dell’Iran – per fare un parallelo di stretta attualità – non è una vittoria. Gli ucraini stanno resistendo e lo stanno facendo con risultati sempre più convincenti, ma questo sul lungo periodo non sarà sufficiente, perché la guerra non potrà durare all’infinito. E infatti i problemi non mancano: l’economia ovviamente arranca e ci sarà un paese da ricostruire, ci sono le difficoltà nel trovare nuove reclute da arruolare nell’esercito, bisogna gestire la crescente sfiducia nei confronti della classe politica per i tanti casi di corruzione – basta citare la grossa inchiesta nei confronti dell’ex braccio destro del presidente Yermak.
Questo è un passaggio importante. Putin ha dato ai suoi tempo fino al prossimo autunno per conquistare tutto il Donbas. Quattro anni fa pensava di prenderlo in pochi giorni. La guerra ha preso un’altra direzione. Il risultato finale però è impossibile prevederlo.
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