Approfondimenti

Tutti quanti voglion fare il jazz

Perché resister non si può al ritmo del jazz

La 73esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia sceglie di aprire in modo scoppiettante e all’insegna della leggerezza, dell’ottimismo, dell’amore e soprattutto della musica con il film La la land di Damien Chazelle. Dopo aver sorpreso ed entusiasmato il pubblico con Whiplash, il giovane regista americano abituato a dirigere videoclip ha ripreso in mano un antico progetto di musical, in cui le note jazz non fanno solo da sottofondo, ma sono assolute protagoniste.

E lo dimostra anche il fatto che nelle vesti del cantante della band dei The Messengers, Chazelle abbia scelto John Legend, già Premio Oscar per la meravigliosa Glory, canzone del film Selma. La colonna sonora composta da Justin Hurwitz è parte integrante del film, è parte della sceneggiatura.

Musical, dicevamo, sicuramente con uno sguardo vezzoso rivolto al passato, ma anche un po’ a Bollywood e con un tocco contemporaneo. L’esempio perfetto è la prima scena, in cui si animano canti e balli nel mezzo di un ingorgo su una highway di Los Angeles, proprio là dove Michael Douglas perdeva il controllo in Un giorno di ordinaria follia di Joel Shumacher.

E’ anche una commedia sentimentale, un film d’amore La la land, di quelli con i due protagonisti che prima di capire di essere innamorati l’uno dell’altro entrano in conflitto.

Sebastian e Mia Dolan, interpretati da Ryan Gosling ed Emma Stone, sono tra gli ultimi rimasti con un sogno nel cassetto: lui pianista jazz vorrebbe aprire un locale in stile New Orleans, schifato dall’imbastardimento di questa musica piena di storia e radici; lei vorrebbe fare l’attrice, come le star che serve ogni giorno al bar degli Studios, in cui lavora, alternado provini umilianti. Si incontrano per caso, più di una volta, e cantando e ballando scoprono di amarsi.

Ballano e cantano varie volte, con alcuni momenti che ricordano Tutti dicono I love you di Woody Allen:  e questo è il modo raffinato per far emergere i sentimenti reciproci e per sostituire le scene di sesso, tanto richieste dal box office. Stone e Gosling ce la mettono tutta e con molta ironia, pur non essendo ballerini e cantanti. Anzi, la verità sta nell’imperfezione dei lori movimenti e delle loro esibizioni canore.

Un trucco in più per far dire a Chazelle che tutto si può fare, basta crederci.

 

 

  • Autore articolo
    Barbara Sorrentini
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    Strage di Lampedusa: identificata la vittima 186

    Solo poche delle 368 vittime della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 hanno un corpo e un nome, sia perché molti corpi non sono stati recuperati, sia perché solo di pochi c’è stato un prelievo del Dna e la faticosa ricerca del match con i parenti delle vittime che si sono rintracciate nel corso di questi anni. Ma il Comitato 3 Ottobre, organizzazione no profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa, continua a lavorare con i familiari e con il Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano, per dare un nome a ciascuno di loro. “Chiediamo solo di recuperare i morti e raccogliere i campioni, quest’anno siamo riusciti a dare una risposta a 12 famiglie, ce ne sono altre 65 che hanno chiesto il nostro aiuto solo nell’ultimo mese”, ci spiega Tareke Brhane, Presidente Comitato 3 Ottobre, che chiede il riconoscimento di una Giornata della Memoria, da celebrare ogni 3 ottobre a livello europeo per onorare i migranti deceduti, così come le persone che hanno rischiato la propria vita per salvarli.

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    Presto Presto - Interviste e Analisi di giovedì 15/01/2026

    Giuseppe Acconcia, Docente di Storia Delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Milano analizza la ripercussione della violentissima repressione sulle manifestazioni iraniane e prova a delineare quale potrebbe essere la via d'uscita del regime e la tenuta delle proteste. Riccardo Noury, portavoce Amnesty Italia, presenta l’iniziativa di venerdì con Women Life Freedom for Peace and Justice sulla scalinata del Campidoglio per esprimere solidarietà alla popolazione iraniana. Il Ministro degli Interni ieri in Parlamento ha definito Hannoun, il presidente dell'Associazione di solidarietà con la Palestina in carcere con l'accusa di aver finanziato Hamas, capo di una cellula di Hamas in Italia, ma cosa dicono le carte della Procura di Genova? Ce lo spiega  Mario Di Vito, giornalista de il manifesto, che racconta come le accuse contro Hannoun arrivino da un'agenzia dell'intelligence israeliana senza possibilità di verifica e soprattutto senza prove (come dice la stessa agenzia). Tareke Brhan presidente del Comitato 3 Ottobre, organizzazione non profit fondata all'indomani del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui 368 persone persero la vita, ci racconta l'identificazione della vittima 186 del maxi naufragio,  un uomo, originario dell'Eritrea, sepolto al cimitero di Bompensiere nel Nisseno, che grazie all'equipe di Labanof dell'Università di Milano ha finalmente un nome.

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