Turchia. Arresti prima del vertice NATO: attivisti, giornalisti e attori, tra cui il comico Deniz Göktaş

Attivisti per l’ambiente e i diritti umani, politici, esponenti della comunità LGBTQ+, giornalisti, attori: non viene risparmiato nessuno dall’ondata di arresti che sta attraversando la Turchia, dove il vertice della NATO è alle porte. Nelle ultime settimane le autorità hanno fermato oltre duecento persone in una vasta operazione che, secondo il governo, serve a garantire la sicurezza del summit. Tra gli arrestati, però, ci sono anche esponenti della società civile e dell’opposizione, mentre per alcuni pesano controverse accuse di terrorismo, considerate da organizzazioni per i diritti umani uno strumento per colpire il dissenso. Fra gli arresti che hanno suscitato più scalpore c’è quello del famosissimo attore e stand-up comedian Deniz Göktaş, accusato di incitamento all’odio e di aver insultato il presidente Erdoğan durante uno spettacolo satirico. Il suo fermo è diventato il simbolo di una stretta che investe anche il mondo della cultura e della libertà d’espressione. Secondo osservatori e organizzazioni per i diritti umani, la repressione punta a impedire qualsiasi manifestazione di protesta e a presentare al mondo, durante il vertice NATO, l’immagine di un Paese completamente sotto controllo. Le critiche, però, parlano di un’ulteriore stretta autoritaria favorita anche dal silenzio degli alleati occidentali, sempre più concentrati sul ruolo strategico della Turchia nell’Alleanza atlantica.
Articoli correlati


