4 luglio: Trump, l’autocelebrazione e l’ossessione per il comunismo

A Washington, nella notte italiana, Donald Trump ha tenuto l’atteso discorso per i 250 anni della dichiarazione d’indipendenza. Nel suo intervento il presidente USA ha usato i consueti toni trionfalistici: ha elogiato i successi raggiunti dagli Stati Uniti sotto la sua guida, ha rivendicato una presunta vittoria su Venezuela e Iran, soprattutto ha rilanciato la sua campagna contro il comunismo, in un chiaro riferimento alla politica interna.
“Ho detto che l’America non sarà mai un Paese comunista, non succederà. I nostri combattenti non hanno lottato contro il comunismo sui campi di battaglia di tutto il mondo solo per avere di nuovo i comunisti che alzano la testa qui in America. Non lasceremo che succeda.Dobbiamo porre fine a questa minaccia immediatamente e prima che inizi. È un cancro che va estirpato subito”.
ll discorso di Trump è durato poco più di mezz’ora; nel suo intervento il presidente è tornato a ribadire le sue principali battaglie politiche. Il servizio da New York.
Piogge e maltempo ne hanno ritardato il discorso, ma alla fine le parole di Donald Trump sono arrivate. Nella serata del 250º anniversario dell’indipendenza americana, il presidente ha parlato da Washington davanti a una folla ridotta, dopo che un’allerta medio aveva costretto le autorità a evacuare per oltre 2 ore il National Mall.
“Per due secoli e mezzo la Repubblica americana è stata il più grande risultato della storia dell’umanità” ha dichiarato Trump, definendo gli Stati Uniti “la nazione più straordinaria mai esistita” e sostenendo che il Paese stia vivendo il suo momento migliore di sempre. Sul palco il presidente ha voluto trasformare la celebrazione in una rievocazione patriottica, facendo salire veterani delle forze armate accanto a una serie di bandiere storiche. “Una – ha ricordato – ha sventolato durante lo sbarco in Normandia nel D-Day, un’altra venne utilizzata durante il funerale di Abraham Lincoln”. ma il discorso poi ha rapidamente assunto toni più politici. Trump ha rilanciato la sua battaglia per il Save America Act che eliminerebbe quasi il voto per posta, parlando di brogli elettorali mai verificatesi. Poi ha parlato delle forze armate affermando: “Abbiamo ricostruito il nostro esercito nel mio primo mandato, lo abbiamo usato un po’ in questo secondo nostro mandato, anzi dovrei dire nel terzo, ma non lo farò perché non voglio creare polemiche” ha detto, un riferimento al fatto che secondo lui avrebbe vinto le elezioni perse nel 2020 contro Joe Biden.
Poi rivendicando i valori costituzionali americani ha detto: “Abbiamo giustizia uguale per tutti davanti alla legge, anche se io non sono stato trattato così bene, una celebrazione dell’America che per 35 minuti si è trasformata anche in un comizio della sua presidenza.
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