Il collettivo Acid Arab, un connubio fra elettronica e musica maghrebina e mediorientale

C’è un filo lungo ormai più di un secolo che corre dalle prime forme di ibridazione fra canzone francese e maghrebina e l’elettronica franco-araba di oggi. La canzone cosiddetta franco-araba comincia con una generazione di parolieri e interpreti ebrei maghrebini o musulmani nati negli ultimi decenni dell’Ottocento, e attivi in Francia e in Algeria. In una prima fase la canzone franco-araba consiste, soprattutto, in canzoni in francese con espressioni in arabo; più avanti, negli anni trenta, in Algeria e nell’emigrazione algerina in Francia sono in auge canzoni in arabo che contengono espressioni francesi. È una corrente di musica moderna, che attinge alla tradizione della musica arabo-andalusa ma declinandola in una chiave popolare, e alla musica popolare chaabi fiorente ad Algeri, e che ibrida questi generi maghrebini con ritmi e stili di moda a livello internazionale o in Francia, come tango, valse musette, rumba e cha cha cha. Dopo l’indipendenza algerina nel ‘62, il filone della musica franco-araba viene rinforzato in Francia dall’esodo degli ebrei algerini: gli interpreti ebrei che danno voce alla nostalgia per l’Algeria diventano i beniamini di un pubblico che non è solo quello della diaspora ebraico-algerina, ma anche dei pied-noir, i francesi che hanno dovuto abbandonare l’Algeria, e ancora più in generale degli immigrati musulmani dall’Algeria e dal Maghreb. Il filone della canzone algerina dell’esilio, che ha accompagnato l’immigrazione in Francia, poi prolungato dall’attenzione del pop-raï per l’esperienza e la psicologia dell’emigrato e dall’uso del raï di parole in francese, è a suo modo un altro capitolo della canzone franco-araba. Un altro capitolo ancora è quello, negli anni Ottanta, dall’emergere di gruppi costituiti, come l’emblematico Carte de Séjour, da giovani immigrati di seconda generazione, che, in una doppia appartenenza culturale, mescolano musica araba e rock e arabo e francese. Il ruolo della Francia come spazio di incontro con la musica del mondo arabo e mediorientale ha preso poi nuove forme: negli ultimi decenni la Francia è stata un importante polo di adozione, creazione e diffusione di trend nell’ambito della musica elettronica, e non poteva mancare naturalmente il connubio fra elettronica e musica maghrebina e mediorientale, di cui è stato battistrada in Francia il collettivo Acid Arab, formatosi nel 2012. Acid Arab si è distinto impiegando nelle proprie produzioni voci tra le più significative del mondo arabo/mediorientale, e mettendole in una posizione di vero protagonismo, al centro di elaborazioni elettroniche con una reale immedesimazione in specifici stili musicali e ritmi, evitando un utilizzo esotistico e decorativo degli artisti invitati. Come conferma Resonance, quarto album di studio di Acid Arab, pubblicato dalla etichetta francese All Night Long. Nutrito l’assortimento degli artisti che hanno partecipato questa volta, fra i quali la cantante algerina Sofiane Saidi, habitué di Acid Arab, e Yasmine Hamdan, protagonista cruciale nei decenni scorsi del rinnovamento della scena libanese. Acid Arab è uno dei gruppi francesi più noti e più attivi dal vivo all’estero, con un grosso seguito nel Maghreb e in Medio Oriente. Nei prossimi mesi Acid Arab terrà varie date in Europa: il 30 gennaio 2027 saranno allo Zénith a Parigi.
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