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A Prato la polizia sgombera i lavoratori di un’azienda a processo per caporalato

04 luglio 2026|Massimo Alberti
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Lavoratori sgomberati dalla polizia alla Acca di Seano (Prato)
A Seano, vicino a Prato, è stato violentemente sgomberato dalla polizia un presidio di lavoratori che protestavano contro la chiusura di un’azienda, la Acca, e il licenziamento di un centinaio di lavoratori. Una storia simbolica, e un nuovo capitolo, di quanto succede nel distretto tessile pratese.
La Acca di Seano è una multinazionale di logistica, che distribuisce in Europa i capi per i pronto moda prevalentemente cinesi. È in custodia giudiziaria per frode fiscale da 71 milioni e i titolari a processo per caporalato, il 20 giugno annuncia la chiusura. Per il Sudd Cobas non è in crisi e non manca il lavoro. Ma come è pratica già vista e rivista nel distretto tessile, chiude per riaprire lasciando a secco i lavoratori. “Sfrutta, evadi, scappa” lo chiama il sindacato. Come in molte altre aziende del pratese, una dura lotta di 2 anni, costellata di aggressioni e agguati a lavoratori e sindacalisti, aveva ottenuto contratti e orari regolari. Dopo l’annuncio chiusura, “per liberarsi del lavoro regolare e dei lavoratori sindacalizzati, sottolinea il Sudd Cobas, a giugno riparte il presidio permanente che nella disinteresse delle istituzioni, blocca le merci. Dieci giorni fa 250 imprenditori cinesi attaccano il picchetto con spranghe e bastoni, e 3 arresti, cercando di recuperare le merci. Due giorni fa l’apertura di un tavolo il provincia sembrava aprire a una soluzione. Invece, inaspettatamente venerdì, la polizia, cioè lo stato, sgombera il presidio dopo la denuncia contro i sindacalisti di una ventina di imprenditori che vogliono sbloccare le merci, arrivando addirittura con un pullmino per caricare sindacalisti e lavoratori e portarli in questura. Una situazione talmente incomprensibile che, stavolta, c’è stata anche qualche reazione politica dalle opposizioni, Pd e Avs, che hanno criticato l’azione: “La fermezza serve contro chi sfrutta sfruttatori”. Ma quello che si è visto non è nuovo nel distretto tessile pratese, dove il sindacato di base, centimetro dopo centimetro, cerca di sindacalizzare realtà produttive con lavoro soprattutto migrante, sfruttamento ed evasione erariale, spesso tra istituzioni che fingono di non vedere ciò che, invece, è alla luce del sole, in un mondo al contrario dove lo Stato, anziché tutelare i diritti, tutelano chi li viola.
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