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Il fattore Gaza. Anche il Colorado vota la lista socialista alle primarie del Partito Democratico

01 luglio 2026|Roberto Festa
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Melat Kiros

Alcuni giorni fa, in un’intervista a The View di ABC, il sindaco di New York Zohran Mamdani diceva che il movimento progressista di cui lui è parte è realtà ormai solida e diffusa, e che non è sul punto di affermarsi sulla scena nazionale, perché è già saldamente sulla scena nazionale. La conferma alle parole di Mamdani viene dalle primarie democratiche del Colorado, dove un’altra candidata democratica e socialista ha sconfitto la democratica sostenuta dalla leadership di Washington. Le primarie erano quelle per il primo distretto del Colorado, che include Denver e i suoi sobborghi. Un distretto tradizionalmente liberal, progressista, urbano, che da anni, da quasi 30 anni, elegge una candidata democratica e progressista, Diana DeGette, 69 anni. Attenzione, DeGette non è una centrista, non è una moderata, è appunto uno progressista, a favore della sanità pubblica e universale. Ha duramente criticato l’Ice, ha fatto parte del team che ha guidato l’impeachment contro Donald Trump. Eppure, anche una candidata così, esperta, affidabile, potremmo dire di sinistra, è crollata, di fronte a una 29enne che ha fatto l’avvocata a New York, che non ha particolare esperienza, ma che rappresenta quel mondo democratico e socialista, i Democratic Socialists of America, di cui fa parte Mamdani e che sta ottenendo una serie di vittorie importanti in molte parti d’America. La candidata che ha vinto le primarie si chiama Melat Kiros, ha appunto 29 anni, anche lei è a favore dell’assistenza sanitaria per tutti, ma ha preso posizioni più radicali di DeGette. Vuole per esempio l’abolizione dell’ice e la fine degli aiuti militari statunitensi a Israele. Grazie appunto a posizioni più decise, radicali, e a uno stile di comunicazione più aggressivo, Kiros ha chiesto agli elettori democratici di Denver un cambio di leadership. E gli elettori l’hanno ascoltata, scegliendo lei come candidata, al posto dell’altra candidata, DeGette, che avevano eletto per 30 anni. Tra l’altro, va notata un’altra cosa. DeGette, quella che ha perso, ha goduto di sostanziosi contributi alla sua campagna elettorale da parte di gruppi legati alla nomenclatura democratica e anche dell’Aipac, il gruppo di pressione filo.israele che non voleva trovarsi al Congresso un’altra deputata democratica e socialista che vuole tagliare i finanziamenti a Gerusalemme. Appunto, non c’è stato niente da fare. Alla fine DeGette è stata sconfitta e Kiros è l’ennesimo esempio di come i socialisti democratici americani stiano riuscendo a far eleggere i propri candidati un po’ dappertutto. Tra l’altro, un altro democratico particolarmente di sinistra, Manny Rutinel, ha vinto le primarie dem nell’ottavo distretto del Colorado contro, ancora, la candidata appoggiata dalla nomenclatura del partito. A questo punto, a Washington, è scattato l’allarme. Quello cui stiamo assistendo non è un semplice concorso di casi isolati. Gli elettori democratici stanno scegliendo, con sempre maggiore frequenza, una nuova generazione di politici, più progressisti, più audaci nell’esprimere le loro posizioni. A cadere, uno dopo l’altro, sono i candidati appoggiati dall’establishment e dai gruppi di pressione più danarosi, puniti per la loro troppo timida opposizione a Trump e alla destra, puniti per non aver Rescisso i legami con l’Israele di Benjamin Netanyahu. Secondo alcuni, quello cui stiamo assistendo è la fase Tea Party dei democratici, quindi una rivolta di parte consistente del suo elettorato contro il potere più consolidato del partito. Secondo il sito Axios, Kamala Harris, che pensa alle presidenziali 2028, avrebbe nei giorni scorsi chiamato proprio Mamdani, e starebbe organizzando una serie di discussioni su Zoom con attivisti proPal. Se confermata, la notizia sarebbe la prova di come la leadership democratica si sia svegliata e abbia capito una cosa. In molte parti d’America, è in corso una rivolta degli elettori contro il partito. Una rivolta cui bisogna dare una qualche risposta, prima di essere spazzati via.

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