“Il mondo reale è governato dalla forza e dal potere”. Con queste parole in un’intervista alla CNN Steven Miller, vice chief of staff della Casa Bianca, ha giustificato la futura annessione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti. Steven Miller non è uno qualsiasi, nell’amministrazione statunitense Miller è l’anima ideologica reazionaria di Trump, è l’architetto della sua politica sull’immigrazione. Se parla di diritto degli Stati Uniti di prendersi il territorio semiautonomo danese, vuol dire dire che questo è l’orientamento dell’amministrazione, almeno di parte dell’amministrazione. Non tutto appare in queste ore chiaro. Marco Rubio, per esempio, ha detto in un’audizione al congresso che Donald Trump vorrebbe comprare la Groenlandia, una confusione di posizioni e di strategie che regna spesso nell’amministrazione, ma che comunque rivela, conferma le mire americane. “Ce la prenderemo perché nessuno osa sfidare la potenza militare americana” dice Miller in una di sfacciato imperialismo. L’unico ostacolo ai piani di annessione o di acquisto potrebbe a questo punto venire proprio dall’interno del governo dell’amministrazione americana con l’anima più neocon, quella rappresentata da Marco Rubio, portata a mantenere il focus sull’espansionismo americano nell’America Latina e sui suoi governi di sinistra.


