La numero due di Nordio, Bartolozzi, non si scusa ed è un problema per Meloni

“Fortemente contrariata”. Così viene descritta Giorgia Meloni dopo l’uscita di Giusi Bartolozzi e non è difficile crederlo visto che, con la sua frase fortemente aggressiva nei confronti dei magistrati, la capa di Gabinetto del ministero della Giustizia ha oscurato l’inizio della campagna referendaria della presidente del Consiglio, rendendo evidente con una sola frase qual è il vero obiettivo della riforma. Eppure Giusi Bartolozzi rimane al suo posto, addirittura il ministro Nordio, che aveva previsto le scuse della sua capa di Gabinetto, è stato smentito, perché Giusi Bartolozzi non si è scusata, rimane nel suo fortino, confermando così il nome che alcuni che hanno lavorato con lei in questi anni le hanno dato: “la zarina”, lei magistrata fuori ruolo che si è scagliata in maniera durissima contro i giudici, da una posizione di primissimo piano al ministero della Giustizia, avendo anche a suo carico un’indagine aperta sul caso Almasri. Un cortocircuito evidente, che Nordio in questi mesi ha mostrato più volte attaccando i magistrati, ma che ora, a pochi giorni dal referendum, sono un boomerang per Giorgia Meloni, perché diventano esempi lampanti della volontà punitiva del Governo nei confronti dei magistrati, “togliendoli di mezzo”, come ha detto la stessa Bartolozzi. Questo rende ancora più difficile la campagna referendaria della presidente del Consiglio, perché chiarisce l’intento politico, un esecutivo che vuole prendersi tutto, modificando gli equilibri costituzionali, e sarà difficile il giorno dopo il referendum, dopo i risultati, dire che in ogni caso per il Governo non cambia nulla.
Continua la lettura


