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Flotilla abbordata dalla marina israeliana, 175 arrestati, 36 barche scampate all’assalto

30 aprile 2026|Redazione
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Global Sumud Flotilla

Gli aggiornamenti e le reazioni sull’abbordaggio, la notte scorsa, della Global Sumud Flotilla da parte della marina israeliana. Le 175 persone arrestate saranno rilasciate nelle prossime ore, mentre le barche sfuggite alla cattura continueranno il viaggio. Parole di condanna, come vedremo con diverse sfumature, sono state pronunciate da molti governi, compreso quello italiano, e dalla stessa Commissione europea. E poi ci sono le piazze, una cinquantina le manifestazioni in corso in tutta italia. Ma cominciamo dalla cronaca, qual’è ora la situazione nel mediterraneo orientale.


Le trentasei barche scampate all’assalto al momento si trovano a ridosso della costa sud di Creta e, da quello che vediamo sui radar, sembra si stiano raggruppando per passare la notte al sicuro. Gran parte di ciò che rimane delle imbarcazioni abbordate la scorsa notte al momento è ancora in mare aperto, con i motori rotti o con le vele strappate. Come dicevi, i 175 prigionieri verranno portati in salvo e fatti sbarcare pare su una spiaggia greca, come ha comunicato il ministro degli esteri israeliano Gideon Saar, ma delle loro condizioni non si sa nulla. Per gli altri il piano non cambia e la navigazione verso Gaza continuerà. Situazione che sembra essersi stabilizzata quindi, fatta eccezione per il meteo che promette di peggiorare nella notte e potrebbe rallentare la tabella di marcia. Abbiamo raggiunto al telefono Antonella Bundu, attivista della Flotilla a bordo della nave Tin Ching.

di Riccardo Stoppa


In migliaia a Milano in piazza per Gaza e la Flotilla

“Sono del 2006, sono cresciuta guardando un genocidio in diretta sul mio telefono, non possono non essere qui”. Giulia era in piazza nell’autunno del 2025 dopo lo stop della prima Flotilla ed è qui anche oggi, insieme a migliaia di persone che si sono date appuntamento davanti alla Prefettura di Milano nel primo presidio dopo il sequestro in acque internazionali da parte di Israele di 175 attivisti della Global Sumud Flotilla. Ad aprire il corteo lo striscione “insorgiamo, resistiamo, blocchiamo tutto”. Ci sono le bandiere palestinesi, del Libano, dell’Arci, Emergency, Amnesty International e altre associazioni. Ci sono i partiti della sinistra come AVS, Rifondazione, Potere al Popolo, i sindacati di base, qualche bandiera della Fiom e della CGIL, l’Udu, l’Uds, i centri sociali, diversi esponenti del Pd come il segretario cittadino Alessandro Capelli, il capogruppo in regione Pierfrancesco Majorino e il consigliere Paolo Romano che aveva partecipato alla prima missione della Flotilla. Ci sono consiglieri di municipio e due presidenti, Anita Pirovano e Giulia Pelucchi. Dice un attivista: “Si torna in strada, purtroppo. Lo sapevamo che Israele non avrebbe cambiato linea e non possiamo fare altro che farci sentire con la voce e i nostri corpi”. È ancora: “Ogni giorno che Israele affama i palestinesi diventa sempre più urgente chiedere sanzioni per bloccare l’economia del genocidio”. Ci sono anche palestinesi della diaspora, Khader Tamini ricorda la vita nella Striscia: “a Gaza non c’è più nulla, provate a immaginare di vivere tra le macerie”. Il corteo si muove lungo corso Buenos Aires, fino a Loreto. “Milano lo sa da che parte stasera” cantano gli attivisti. Non finirà qui.

di Roberto Maggioni


Bruxelles, un colpo al cerchio uno alla botte: condanna l’abbordaggio ma scoraggia le flottiglie

La risposta europea all’azione della marina israeliana contro le barche della Global Sumud Flotilla non è decisamente all’altezza delle aspettative, soprattutto se si considera che l’intercettazione si è verificata appena fuori dalle acque territoriali greche, ancora in una zona di ricerca e soccorso di responsabilità di un Paese membro dell’UE.
“Abbiamo invitato e ribadiamo l’invito a Israele a rispettare il diritto internazionale, compreso il diritto umanitario e il diritto marittimo”. È l’unico commento degno di nota che arriva dalla Commissione Europea per bocca del portavoce per gli affari esteri. Una risposta secca che non è stata elaborata oltre. Anzi, un’aggiunta non su Israele, ma sulla Flottilla, ha reso l’uscita della Commissione ancora più controversa. “Scoraggiamo le flottiglie come forma di distribuzione degli aiuti perché di fatto mettono a rischio la sicurezza dei partecipanti”, ha aggiunto il portavoce.
Insomma, un colpo al cerchio e un colpo alla botte, nonostante le richieste della società civile europea di rispondere con forza alla violazione del diritto internazionale da parte di Tel Aviv, che evidentemente non teme ripercussioni nel fermare cittadini europei a poche miglia al largo delle coste di un Paese dell’Unione.
Al momento, ad accogliere questa voce sono solo alcuni eurodeputati, in particolare quelli del PD: Cecilia Strada, Alessandro Zan e Annalisa Corrado, che esortano Commissione e Consiglio a sospendere subito l’accordo di associazione UE-Israele e preparare un pacchetto di sanzioni commerciali. Anche il gruppo della sinistra vuole la stessa reazione, parlando di un ennesimo atto di pirateria internazionale da parte del governo israeliano.

di Federico Baccini

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