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Trump, primo atto verso l’uscita di scena

04 novembre 2026|Roberto Festa
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Donald Trump

Innanzitutto la botta è così devastante, cioè il margine della vittoria democratica così netto, che a scrutinio ancora in corso si sono improvvisamente dissolte le minacce di contestazione del risultato elettorale che Trump, diversi repubblicani e il dipartimento di Giustizia hanno ripetuto per mesi. “Sono assolutamente disponibile ad accettare il risultato elettorale – ha detto Trump – e a collaborare con i democratici”, però, poi ha postato su Truth Social il cappellino da baseball rosso, che è il colore del Maga, con la parola “Veto”, che annuncia proprio l’apertura di una battaglia senza esclusione di colpi tra Casa Bianca e Congresso. Il veto, però, è anche quello che Trump si vedrà opporre dal Congresso Democratico. L’intera politica e la strategia del presidente, soprattutto in politica interna, è bloccata, cioè Trump dovrà negoziare ogni sua misura a partire dal bilancio federale. Il voto di stanotte condanna anche la leadership repubblicana del Congresso, le strutture del partito a livello statale, che in questi anni si sono legate mani e piedi al presidente: non hanno fatto nulla per frenare le sue politiche, su dazi, guerra, sanità e oggi si ritrovano in minoranza al Congresso, ma soprattutto con un problema esistenziale: cosa ne sarà del partito dopo l’uscita di scena di Donald Trump? Perché su una cosa ci sono pochi dubbi: quello a cui abbiamo assistito poche ore fa è il primo atto, l’inizio dell’uscita di scena di Donald Trump.

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