Trump: la guerra andrà avanti per settimane

Donald Trump ha detto che i colpi più duri per l’Iran devono ancora arrivare. La guerra può proseguire ancora per quattro o cinque settimane. Anche di più, se fosse necessario. Non ha escluso l’invio di soldati di terra, ma quest’ultima affermazione è stata fatta con scarsa convinzione.
Il presidente ha delineato un perimetro più chiaro degli obiettivi degli Stati Uniti: distruggere il suo arsenale missilistico balistico, i siti nucleari, la capacità di essere un forza militare nella regione, di essere lo sponsor per le milizie e i gruppi armati del Medio Oriente. Oggi, sia Trump, sia Pete Hegseth, il capo del Pentagono, hanno evitato di parlare di cambio di regime.
Ieri il Presidente Usa aveva detto che la nuova leadership iraniana voleva parlare con lui, facendo intendere che una parte della dirigenza potesse essere propensa ad accettare una soluzione venezuelana per l’Iran. Oggi però, Ali Larijani, attualmente l’uomo forte di Teheran, ha detto che non c’è alcuna possibilità di negoziato. Da qui, la scelta di Trump di improntare tutta la sua comunicazione della giornata sull’efficacia e la durata delle operazioni belliche, evitando di mandare ogni possibile messaggio riguardante il dialogo o il futuro assetto politico iraniano: per altri giorni, parleranno le armi, in attesa che da Teheran arrivi, se mai arriverà, qualche segnale di disponibilità a una resa alle condizioni della Casa Bianca.
La guerra è destinata ad intensificarsi. Il capo di stato maggiore delle forze armate Usa, il generale Caine, un fedelissimo di Trump, è stato chiaro: siamo solo all’inizio, manderemo altri aerei e truppe nell’area. Per giustificare l’attacco di fronte a una maggioranza dell’opinione pubblica che è contraria, Trump ha rilanciato la narrazione di un Iran vicino alla costruzione della bomba atomica e di un missile balistico in grado di raggiungere il territorio degli Stati Uniti. La stampa USA ha già spiegato che queste affermazioni non sono vere, ma il presidente le usa per convincere la sua base e i membri del congresso del partito repubblicano.
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