Radio Popolare Home
sostienici

Al vertice dei progressisti di Barcellona la sinistra mondiale immagina un’alternativa a Trump

20 aprile 2026|Giulio Maria Piantadosi
CONDIVIDI
vertice dei progressisti di Barcellona

Il vertice dei progressisti di Barcellona ha collocato Pedro Sanchez al centro dell’asse dei Paesi che stanno articolando un’alternativa al nuovo ordine mondiale di Trump. Il presidente spagnolo è stato il promotore di questo vertice, che ha visto una presenza importante di leader europei e latinoamericani, ma che ha cercato di lanciare ponti anche oltre lo stretto perimetro della socialdemocrazia tradizionale. Ed ecco come si spiega la presenza del presidente del Sudafrica Ramaphosa o di quello dell’Albania Edi Rama. Leader con una traiettoria controversa, ma con cui bisogna cercare un dialogo con l’obiettivo di ampliare sempre di più le fila della difesa dell’ordine internazionale.

Ma una delle novità di questo vertice è l’avvicinamento sempre più stretto con i Democratici degli Stati Uniti. Un avvicinamento che era iniziato timidamente già nel 2017, durante la prima presidenza di Trump, ma che ora è sempre più evidente. Uno dei primi a elogiare Sanchez per i suoi no a Trump è stato il governatore della California Gavin Newsom. Ieri a Barcellona c’era Tim Walz, il candidato vicepresidente insieme a Kamala Harris, e il senatore progressista Chris Murphy. Ma a essere presenti sono state tutte le correnti dei Dem americani.

Ci sono stati interventi con videomessaggi infatti da Hillary Clinton, esponente dell’ala moderata, e Bernie Sanders, il referente della componente socialista. Il posto d’onore è stato riservato al nuovo sindaco di New York, Zohran Mamdani. Anche lui ha inviato un video in cui ha elencato le battaglie che devono combattere i progressisti: dall’aumento degli affitti, alla mancanza di asili nido. Battaglie, dice Mamdani, che devono essere affrontate insieme a livello globale.

E dal vertice sono uscite alcune proposte:

Una tassa globale del 2% sui patrimoni delle grandi fortune. Secondo gli esperti, questo tributo potrebbe generare circa 250 miliardi di dollari ogni anno. Questi fondi servirebbero per rafforzare i servizi pubblici e proteggere i cittadini più vulnerabili. L’obiettivo dichiarato è impedire che pochi oligarchi mettano in pericolo la stabilità democratica.

Un altro punto fondamentale riguarda il diritto alla casa e la lotta alla speculazione immobiliare. I leader progressisti vogliono limitare gli affitti brevi per favorire le famiglie e i residenti. Contemporaneamente, si spinge per un’accelerazione decisa dell’agenda verde contro l’uso dei combustibili fossili. La transizione ecologica deve essere socialmente giusta per tutti.

Infine, regole severe per i social network e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, piattaforme spesso usate per diffondere odio, polarizzazione e pericolosa disinformazione. Per rispondere a queste sfide, la Spagna lancerà un Consiglio Globale per l’Economia del Bene Comune. Insieme all’economista Mariana Mazzucato, si cercherà di riformare profondamente il sistema finanziario mondiale.

Segui Radio Popolare su