Troppi scontri, pochi contenuti. Mattarella non ci sta. E non nasconde l’irritazione per il caso Roggero

Ormai i partiti sono entrati in una logica di campagna elettorale. Lo osserva anche il Capo dello Stato a cui però questo clima non piace, così come ha spiegato, senza citare i protagonisti, ma in maniera molto chiara, quanto sia stato per lui inaccettabile ciò che il governo ha fatto sulla richiesta di grazia a Mario Roggero, con un tentativo molto chiaro di tirare per la giacchetta lo stesso Presidente della Repubblica e metterlo in difficoltà. Alla cerimonia del Ventaglio, davanti ai giornalisti, ha spiegato oggi ciò che dovrebbe aver detto a Nordio, nei suoi uffici al Quirinale, il ministro che su spinta di Giorgia Meloni, aveva attivato la richiesta di grazia all’uomo che ha ucciso i due rapinatori. “In una società che deve rassicurare i cittadini – ha detto Mattarella – si deve rispettare la legge, le regole comuni, se invece si pensasse che le regole debbano adattarsi ai comportamenti individuali, non si rafforza la sicurezza, ma si decide l’abdicazione dello Stato.” Un concetto forte e nel caso specifico sembra annunciare che nessuna grazia immediata verrà concessa, se non seguendo l’iter che la Costituzione prevede. Interviene sulle dinamiche del dialogo politico, attraversato, dice Sergio Mattarella, “da una inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata e anche controproducente”. Non è il momento di votare, sembra dire il Presidente della Repubblica, che, vista la Costituzione, ha ancora il compito lui di sciogliere le Camere. Eppure, nota che ci sono “tensioni elettorali piuttosto intempestive” che tolgono l’attenzione dai problemi veri. Insomma, sembra osservare ciò che sta accadendo, un dibattito solo sulla legge elettorale, uno scontro politico e un’aggressività alimentate da un’accesa competizione a destra provocata dal generale Vannacci. Sergio Mattarella parla anche degli scontri avvenuti in Val di Susa, subito condannati con una sua nota, “la violenza, dice, è un virus letale per la democrazia, chi la pratica e la giustifica aggredisce la Costituzione”, ma sembra anche dare un consiglio, ci si rifiuta di capire le ragioni, non c’è bisogno, dice, di condividerle, ma almeno di ascoltarle. E invece, ma questo il Capo dello Stato non lo dice, perché le leggi lui le firma e se mai le rimanda in Parlamento, il governo non solo non ascolta le piazze, ma le reprime con continui decreti securitari.
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