Patti Smith a Radio Popolare: “Le mie canzoni per divertirsi e per consolarsi”

Il concerto di Patti Smith per i 50 anni di Radio Popolare è stato un evento straordinario, una serata magica ed emozionante per noi della radio, per tanti ascoltatori e tante ascoltatrici. Prima del concerto Niccolò Vecchia ha intervistato Patti Smith, ecco un primo estratto, la versione integrale la manderemo in onda a settembre.
“Forse non sto ancora festeggiando davvero il mio compleanno, che cadrà alla fine di dicembre: tornerò in Italia l’anno prossimo per quello. In questo momento festeggio semplicemente il fatto di essere viva e di poter parlare alle persone di cose positive, riconoscendo al tempo stesso tutto ciò che gli esseri umani stanno patendo nel nostro mondo. Spero che sia un messaggio di unità. Per questo tour ho costruito la scaletta tenendo conto del fatto che ora suono con un gruppo più piccolo, un quartetto: il chitarrista è mio figlio Jackson, è un chitarrista straordinario, e molto di ciò che facciamo ruota attorno al suo modo di suonare. Abbiamo scelto canzoni che rispondono a due criteri. Il primo è offrire messaggi che possano essere utili alle persone: brani come “Peaceable Kingdom” e “People Have the Power”, insieme a qualche canzone nuova o a canzoni del mio catalogo che non eseguivo da anni, o che non avevo mai eseguito, e che risultano nuove perché riflettono le capacità di mio figlio. Il secondo criterio sono le canzoni che il pubblico ama. Ritengo molto importante cantare “Because the Night”, per quante volte l’abbia già cantata: la canto sempre perché le persone sembrano amarla, e in Italia in modo particolare. Ho spesso scherzato dicendo che “Because the Night” è quasi una canzone italiana, tanto è popolare qui. Cerco, dunque, di scegliere brani destinati specificamente al piacere del pubblico, perché le persone possano divertirsi e ballare, e insieme brani che diano qualcosa su cui riflettere, o che sappiano consolare. È così che ho costruito questa scaletta.
Non avverto mai alcuna pressione da parte delle persone. Sono lì per loro, e dunque ascolto: non mi sento sotto pressione. Non ho difficoltà con chi desidera ascoltare canzoni precise. Se lo volessero davvero, canterei “Because the Night” due volte nella stessa serata. Sono contenta di ascoltare quali sono i loro desideri; non sempre posso esaudirli, ma ci provo. Ho avuto le mie difficoltà, soprattutto agli inizi: essere una donna, fare qualcosa di diverso, cercare di unire poesia e rock and roll, e farlo in modo aggressivo. Ma le mie difficoltà sono state soprattutto in America. In Europa e in Italia sono stata accolta molto meglio. A dire la verità, e forse non dovrei dirlo, qui non ho mai avuto difficoltà: dal primo concerto della mia vita fino all’altro ieri, a Roma, al Circo Massimo, mi sono sempre sentita accolta dal pubblico italiano non soltanto sul palco, ma anche per strada, in un caffè, camminando lungo una via o entrando in una chiesa. Mi sento accolta da molte persone, attraverso tutte le generazioni, e questo è ciò che rende speciale il mio rapporto con questo paese. Quando i giovani vengono ai miei concerti, per me è il complimento più grande: vedere ragazzi giovani e sentire la loro energia è la cosa più emozionante”.
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