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Terremoto: il destino degli sfollati

Fabrizio Curcio è il capo della Protezione Civile Italiana. Risponde alle domande sul terremoto. Conferma che sono circa 200.000 le case danneggiate dal sisma e che i 22.000 sfollati verranno alloggiati in albergo o nei moduli abitativi che verranno attrezzati nelle prossime settimane

“Le procedure che avevamo messo in atto devono essere riviste a causa della nuova situazione nella zona. Dobbiamo fare una valutazione veloce delle case agibili rispetto a quelle che non lo sono e poi concentrasi su queste ultime. Riorganizzare tutto questo sistema comporta un tempo di almeno 48 ore. Considerate che questo evento (un terremoto del 6.5 di magnitudo) senza gli eventi precedenti avrebbe potuto provocare centinaia di morti. Ora, a poche ore di distanza, staremmo qui a parlare di quello e non delle case da ricostruire”.

Ma cosa si può ricostruire?

“Prima di tutto dobbiamo valutare l’entità dei danni. Dobbiamo sapere cosa  possiamo fare al netto delle ricchezze artistiche di queste terre. Dobbiamo vedere cosa è rimasto in piedi e sulla base del suo valore decidere poi come procedere”.

Dobbiamo quindi distinguere tra opere d’arte e normali abitazioni?

“Si, certo. Tenete conto che in questi antichi borghi anche le “normali” abitazioni possono avere interesse artistico”.

Quanti sono gli sfollati ?

“Sono più di 22.000. Più di 6.000 sono sulla costa. Gli altri sono nei centri che sono stati allestiti dalle protezioni civili regionali”.

Alcuni non vogliono allontanarsi dalla zona. Matteo Renzi non vuole che ci siano tendopoli. Che farete?

“Stiamo lavorando alla costruzioni di campi con container anche se il nostro suggerimento è quello di andare in albergo, anche se questi si trovano a qual che chilomentro di distanza dai paesi di origine. Cercheremo di ragionare con coloro che non vogliono andarsene per convincerli2.

 

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