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“Tardive e poco efficaci”. La Procura di Milano indaga sulle misure antismog regionali

21 aprile 2026|Alessandro Braga
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Milano

La procura di Milano ha aperto un fascicolo, per ora senza iscritti nel registro degli indagati, per omissione di atti d’ufficio, contro regione Lombardia e le sue misure antismog. Iniziative ritenute tardive e poco efficaci, che hanno esposto i cittadini lombardi a “un rischio sanitario elevato, prevedibile e evitabile”. Limitazioni al traffico parziali e applicate solo a veicoli vetusti, interventi sul riscaldamento domestico attivati con anni di ritardo e azioni nel settore agricolo solo su base volontaria sono alcuni dei “pannicelli caldi” introdotti dalla Regione. Le conseguenze, lo sforamento dei limiti previsti dalla normativa europea per quanto riguarda Pm10 e Pm2,5, i particolati più pericolosi. Quest’anno, per fare un esempio, i 35 giorni di sforo previsti dall’Europa sono stati raggiunti il 7 marzo. E in futuro potrebbe andare ancora peggio, visto che le nuove direttive europee da poco approvate sono più stringenti e limitano a 18 i giorni di sforamento e a 45 microgrammi per metro cubo, rispetto agli attuali 50, le concentrazioni di inquinanti. Ad attivare i magistrati, un esposto dell’associazione Cittadini per l’aria.
Gloria Pellone è la coordinatrice:

Da palazzo Lombardia al momento nessun commento alla notizia, mentre in consiglio regionale diversi consiglieri di opposizione chiedono a regione un cambio di passo.
Simone Negri, consigliere del Pd:

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