‘Synonym’ di Meshell Ndegeocello è il nuovo album della settimana di Volume

È ‘Synonym’ il titolo del nuovo album della settimana di Volume e del nuovo lavoro di Meshell Ndegeocello, uscito il 2 ottobre per Blue Note Records.
Bassista, cantante, autrice e produttrice, in oltre trent’anni di carriera Ndegeocello ha costruito un percorso difficile da racchiudere in una sola definizione, muovendosi tra soul, jazz, funk, rock e musica elettronica e suonando con artisti come Madonna, The Rolling Stones, Alanis Morissette e Robert Glasper.
Nel 2023 Ndegeocello ha iniziato la collaborazione con la storica etichetta jazz Blue Note pubblicando The Omnichord Real Book, il suo primo disco di brani originali da quasi dieci anni. L’album e il successivo No More Water: The Gospel of James Baldwin le hanno fatto vincere i primi due Grammy in oltre trent’anni di carriera. ‘Synonym’ è il terzo disco nato da questa collaborazione e parte invece da un’idea diversa: quindici canzoni scritte e rese famose da altri artisti, reinterpretate come duetti.
La scelta attraversa epoche e mondi molto lontani: ci sono Bob Dylan e gli Human League, Sonny & Cher e Temple of the Dog, George Jones e Tammy Wynette, fino a Ja Rule e Jennifer Lopez. A cantarle insieme a lei arrivano, tra gli altri, Cat Power, Chaka Khan, ANOHNI, WILLOW, Lianne La Havas, Moses Sumney, Bill Callahan e Cynthia Erivo.
A tenere insieme una selezione così eterogenea è il modo in cui Ndegeocello ha deciso di ripensare il formato classico del duetto. Molte delle canzoni scelte erano state originariamente interpretate come dialoghi tra un uomo e una donna. In ‘Synonym’ vengono invece affidate a coppie di interpreti dello stesso genere o di identità comunque differenti rispetto alla versione originale.
È da qui che nasce anche il significato politico che Ndegeocello attribuisce al progetto. Presentando il disco ha parlato di liberazione queer come parte di una liberazione più ampia, spiegando che l’idea di ‘Synonym’ riguarda ciò che può cambiare nella forma pur conservando qualcosa di comune – di “sinonimo” – nella sostanza. Le vecchie canzoni diventano così un modo per raccontare relazioni, desiderio e identità da prospettive differenti rispetto a quelle per cui erano state scritte.
Le trasformazioni, però, non riguardano soltanto chi canta. Don’t You Want Me degli Human League, affidata a Ndegeocello e Cat Power, viene ricostruita su un andamento reggae. Islands in the Stream, portata al successo da Kenny Rogers e Dolly Parton, diventa un duetto con Chaka Khan: Ndegeocello ha raccontato di aver immaginato la loro interpretazione pensando a una combinazione curiosa, con Khan nel ruolo ideale di Brian Eno e lei stessa in quello di Bryan Ferry.
In I Got You Babe, resa celebre da Sonny & Cher, compare invece ANOHNI. WILLOW partecipa alla rilettura di Hunger Strike, il brano pubblicato dai Temple of the Dog nel 1991 e cantato originariamente da Chris Cornell ed Eddie Vedder. Nel disco trovano spazio anche Nothing Even Matters di Lauryn Hill e D’Angelo, The Boy Is Mine di Brandy e Monica e Always on Time di Ja Rule e Ashanti.
A chiudere ‘Synonym’ è With God on Our Side di Bob Dylan, reinterpretata insieme a Bill Callahan e Chris Thile. È il punto di arrivo di un disco costruito interamente su materiale già esistente, ma utilizzato da Ndegeocello per provare a cambiare prospettiva a canzoni appartenenti a epoche e contesti molto diversi tra loro.
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