Sul caso Siher Meloni scardina la Costituzione e semina il caos

Ci sono tre piani di lettura dell’attacco, violento, di Meloni e della destra tutta alla Gip del Tribunale di Milano che ha scarcerato Youssef Siher. Il primo è che si fa carta straccia della Costituzione. Meloni non nasconde che nella sua cultura politica la magistratura deve essere sottomessa al potere politico. Una visione autoritaria, orbaniana, in linea col sovranismo occidentale che va da Trump a Netanyahu. Il secondo piano di lettura riguarda la costruzione del colpevole perfetto. Siher questo è per la destra: l’uomo su cui fare ricadere la colpa del disordine, eliminando così le cause sociali e politiche delle proteste. E qui si inserisce l’attacco alla Gip di Milano per la sua adesione a un appello per Gaza, a cercare di dimostrare un’assonanza giudici-terroristi. Quell’appello fu firmato anche dalla Pm che ha arrestato Siher ma ricordarlo non è funzionale alla narrazione della destra. Infine c’è il piano del caos. Affermare in sede istituzionale che “certa magistratura” mortifica il lavoro di “uno stato normale” che si impegna per la “gente per bene” significa aizzare un clima di odio. Con una parte delle istituzioni nel mirino. Per approfittarne nelle urne e promuovere disegni autoritari.
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