Le elezioni in Israele. Futuro incerto, ma per ora Netanyahu governa il presente

Netanyahu non ha più la maggioranza, ma non è assolutamente fuori dai giochi. Nessuno dei due blocchi – il suo e quello guidato da Eisenkot – ha i numeri per governare. Entrambi avrebbero bisogno di allargare la loro coalizione.
L’opposizione di Eisenkot ha una sola possibilità, allearsi con i partiti arabi, che sono andati molto bene. Ma aveva detto che non lo avrebbe mai fatto e alcuni dei suoi alleati, quelli più a destra, non hanno alcuna intenzione di scendere a patti con i partiti arabi. I partiti anti-Netanyahu avrebbero una solida maggioranza ma non sono uniti.
Il primo ministro avrebbe meno margine negoziale. Potrebbe solo convincere una parte dell’opposizione – quelli più a destra – a fare il salto della barricata e ad allearsi con lui. Improbabile, ma gli analisti israeliani ricordano in queste ore come Netanyahu sia un incredibile animale politico. Impossibile sulla carta anche l’alleanza con i partiti arabi, che oltretutto il Likud ha accusato oggi di aver rubato le elezioni.
Il presidente Herzog ha chiesto la massima flessibilità, per evitare nuove elezioni.
L’ultima opzione, a proposito di flessibilità, è un governo di unità nazionale.
Ma ancora una volta l’opposizione dovrebbe accettare che Netanyahu rimanga al suo posto.
Devono ancora essere scrutinati i voti dei militari, circa 450 mila. Secondo i calcoli dei media israeliani corrisponderebbero a circa 12 seggi sui 120 della Knesset. Potrebbero ancora cambiare qualcosa. Insomma, il futuro è incerto, ma Netanyahu governa ancora il presente.
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