Radio Popolare Home
sostienici

Siher scarcerato, Meloni furiosa: “Vergogna”. E accusa i magistrati di essere contro il bene dello Stato

28 ottobre 2026|Anna Bredice
CONDIVIDI

Era il capro espiatorio perfetto. Il tassello che mancava per rendere ancora più giustificabili agli occhi dell’opinione pubblica i decreti repressivi, l’ultimo applicato lo stesso giorno dell’entrata in vigore, con i fermi preventivi e le identificazioni di tantissimi ragazzi, minorenni, durante le manifestazioni di sabato scorso. La liberazione di Youssef Siher ha provocato una reazione rabbiosa di Giorgia Meloni, che si è scagliata contro i magistrati, definendo “vergognosa” la decisione del Gip.

Nel solito schema della ricerca del perfetto colpevole, una volta liberato il ricercatore di origine marocchina, utile quindi a mettere in cattiva luce gli stranieri, i responsabili dei possibili nuovi scontri di piazza saranno i magistrati che non avrebbero, secondo la presidente del Consiglio, l’obiettivo di difendere le “persone perbene”. È così che si esprime Giorgia Meloni, con un occhio al suo potenziale elettorato, nel solito rituale comunicativo fatto di social, post in versione colore pastello e mani giunte. Persone perbene e polizia dalla sua parte, contro “certa magistratura”, come ha ripetuto più volte oggi, quella che definisce politicizzata e contro l’opposizione.

È la teoria perfetta che si ripete ancora una volta. Non solo la creazione del nemico, ma anche quell’obiettivo che non è riuscita ad archiviare dopo che 15 milioni di persone hanno bocciato la riforma della giustizia: voler scardinare lo Stato di diritto, la separazione dei poteri e l’indipendenza della magistratura. Una pressione che si è fatta ancora più forte oggi, a pochi mesi dalle elezioni, in aperta campagna elettorale e nel giorno del varo di una manovra economica che non risponde a chi è sceso e scenderà nelle piazze per chiedere misure contro il carovita e salari più alti.

Segui Radio Popolare su