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Studenti e lavoratori in piazza, a Milano decine di migliaia per chiedere un futuro

30 ottobre 2026|Alessandro Braga
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Alle 12.30 la testa del corteo sta raggiungendo Cascina Gobba, periferia nord-est di Milano, dove c’è la tangenziale est, e all’intenzione degli organizzatori della manifestazione è bloccare la tangenziale. Iniziano a girare i primi numeri, c’è chi dice 50.000, chi dice 70.000 in piazza, di sicuro i due cortei milanesi, quello organizzato dall’USB partito da piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione Centrale, e lo spezzone studentesco partito da piazza Leonardo da Vinci, hanno visto la partecipazione di tantissime persone, moltissimi giovani, ovviamente nello spezzone studentesco, ma anche in quello sindacale. Le rivendicazioni tante: dalla Palestina libera al no al riarmo, per scendere a parlare di questioni italiane, il carovita, il costo della vita per cittadini e cittadine italiane, ma anche, e soprattutto, questo sono stati studenti e studentesse a sottolinearlo, le condizioni delle loro scuole, le condizioni concrete, quelle quotidiane. “Meloni te ne devi andare: questo è un avviso di sfratto” hanno gridato più e più volte di fronte ad una situazione nazionale e internazionale che il Governo non sa gestire. Il dato è che a Milano, così come in tante altre città d’Italia, decine di migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere un futuro, un futuro che in questo momento, soprattutto le generazioni più giovani, non riescono a vedere.

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