Da Meazza a Generali, nel nome del nuovo stadio la parabola di Milano

Sulla facciata ci saranno LED colorati e una scritta luminosa, mostrerà il simbolo della compagnia di assicurazioni che darà il nome al nuovo Generali Stadium. Nella scelta dello sponsor si può leggere di riflesso il passaggio epocale di San Siro, dai tempi della Scala del Calcio intitolata a Giuseppe Meazza, a un futuro a misura di marchi, spazi commerciali e casse piene.
Inter e Milan hanno svelato il nuovo nome dello stadio al Castello Sforzesco, poche ore prima dell’evento a inviti in cui hanno presentato il progetto degli architetti Foster e Manica. Uno stadio a forma di catino su un podio sopraelevato, due anelli da oltre 71.000 posti: più di uno su dieci sarà riservato e a prezzi esclusivi. L’obiettivo dei club è completare i lavori tra il 2031 e l’inizio del 2032, in tempo per gli Europei di quell’anno.
Una presentazione fatta quando la valutazione ambientale strategica del progetto, ossia la verifica del suo impatto sull’area di San Siro, deve ancora essere completata e quindi ancora potrebbe modificare o fermare i piani. In un’operazione così significativa a dettare i tempi dovrebbero essere la politica e la difesa dell’interesse pubblico, sostiene chi critica le modalità con cui sta avvenendo la trasformazione di San Siro.
Voci a cui si sono aggiunte ufficialmente quelle di Pierfrancesco Majorino, Carlotta Cossutta, Tommaso Goisis e Lorenzo Pacini, quattro candidati alle eventuali primarie del centrosinistra verso le prossime elezioni comunali di Milano.
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