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Studentato sì, ma se te lo puoi permettere

01 ottobre 2026|Luca Parena
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Studentato in porta Romana

Il viavai di studenti diretti verso le biciclette del bike sharing o verso la vicina fermata del tram 24, in orario di lezione, è incessante. L’università Bocconi è distante un chilometro e mezzo, la maggior parte dei giovani che nelle scorse settimane hanno iniziato popolare lo studentato dell’ex Villaggio olimpico di Milano studia lì.
I gestori di Coima, la società guidata da Manfredi Catella, lo hanno presentato come lo “studentato convenzionato più grande d’Italia”, ma solo un posto letto su quattro è a prezzo agevolato. I posti dedicati a chi rispetta i requisiti per le borse del diritto allo studio universitario sono ancora meno.
1300 studenti hanno già cambiato il volto dell’ex Scalo Romana. È il primo passo di un intervento di trasformazione urbana che riguarda un’area di 200 mila metri quadrati nel quadrante sud-est di Milano.
Le persone che, dai primi di settembre, vivono nel Villaggio provengono da tutta Italia e da decine e decine di Paesi diversi: India e Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna, solo per fare alcuni esempi.
Uno studente arrivato a Milano dalla Bulgaria ci ha detto che vive in una stanza singola: “Il prezzo più comune si aggira sui 900 euro al mese, ma grazie a un’agevolazione a cui ho avuto accesso io spendo 730”.
Le tariffe di mercato possono anche superare i 1000 euro al mese. Comprendono aule studio a ogni piano delle sei palazzine dello studentato, servizi essenziali e comfort come palestre e spazi di socialità. “Vengo dalla Sicilia, studio giurisprudenza alla Bocconi” ci ha raccontato una studentessa. “È un sacrificio, ma questa della residenza era un’ottima opzione per stare a contatto con altri ragazzi e vicino all’università. Poi per mia fortuna io spendo 200 euro per stare in una camera doppia, molto poco rispetto ad altri”. “Io frequento il primo anno di economia aziendale e management alla Bocconi” ci ha spiegato uno studente. “980/1000 euro al mese per la stanza sono tanti, ma i miei genitori hanno deciso che vale la pena fare questo tipo di sacrificio. Li ringrazio per questa opportunità. Preferisco rinunciare ad altre cose”. Voci che vengono dallo “studentato convenzionato più grande d’Italia”.

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