Nuovo attacco ai diritti civili da parte di Trump

Il Title IX è la legge federale statunitense che, dal 1972, vieta la discriminazione basata sul sesso nelle istituzioni scolastiche che ricevono fondi federali. Quanto annunciato dalla segretaria all’educazione Linda McMahon, a nome dell’amministrazione Trump, riduce decisamente il campo di interpretazione della legge.
Nel 2024, sulla base del Title IX, l’amministrazione Biden aveva allargato le protezioni a orientamento sessuale e identità di genere. La tutela si allargava alla comunità LGBTQ+. Ogni volta che le persone omosessuali e transgender si sentivano discriminate – per esempio le atlete transgender negli sport universitari – potevano intraprendere un’azione legale. D’ora in poi, si torna a un’interpretazione riduttiva e relativa unicamente al sesso, maschio, femmina.
C’è però di più. Cambia anche il modo in cui viene gestita la molestia sessuale. L’amministrazione Trump definisce in modo più rigido la molestia, che dev’essere grave, pervasiva, oggettiva, rafforza i diritti di chi è accusato di violenza sessuale e reintroduce l’obbligo delle udienze dal vivo con controinterrogatorio, per la persona vittima di violenza, che l’amministrazione Biden aveva eliminato considerando traumatica.
Molti gruppi per i diritti civili lanciano a questo punto l’allarme. Le nuove regole rendono più difficile punire gli atti di violenza sessuale, omo e transfobica.
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