Carburanti, gas e energia: tutto pur di non toccare le grandi compagnie

Il tetto al prezzo dei carburanti si allarga anche a Q8 dopo IP ed Eni, attenzionato dal commissario alla concorrenza dell’UE che però per ora si limita a monitorare. Con Eni che, approfittando della visibilità così ottenuta, lancia una nuova offerta sull’elettricità. L’impatto sui prezzi della benzina fin qui è marginale: circa 26 millesimi in meno sul prezzo medio calcolato dal ministero, probabilmente nei prossimi giorni si limerà ancora qualcosa, ma un mese vola. E le cause che portano in alto i prezzi dei carburanti, in generale dei beni energetici, non si risolveranno come spera il governo con la strategia dilatoria.
Intanto sono sparite dai radar sia le misure di sostegno ai redditi più bassi, sia la tassa sugli extraprofitti. Su cui però anche l’UE continua a lavarsene le mani: non c’è alcuna proposta in merito, ha detto oggi il commissario Jorgensen, che da un lato rassicura sugli stoccaggi, dall’altro sottolinea che il problema è il prezzo, per cui per scelta o per forza, i consumi caleranno, soprattutto per chi quest’inverno non avrà soldi per riscaldarsi.
Ma se tutti sembrano aver chiaro che le fasce più deboli economicamente rischiano seriamente di non potersi permettere i combustibili necessari, la riduzione dei consumi, che sarebbe comunque auspicabile, diventa alibi per non fare altro: non solo tassare le compagnie per redistribuire risorse, ma staccare dal mercato finanziarie il costo di gas ed energia, altro su cui l’Ue non è mai intervenuta per non disturbare le lobby. Che ancora oggi, sembra la prima preoccupazione della Commissione, così come con poche eccezioni, degli Stati. Il caro vita intanto morde: i prezzi della produzione industriale sono saliti di un altro 2,4%, dato che prelude a un’ulteriore crescita dei prezzi al consumo.
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