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Stato dell’Unione: discorso lungo, noioso, ma soprattutto cattivo. Trump rilancia

25 febbraio 2026|Michele Migone
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Trump State Of The Union ANSA

Il discorso sullo Stato dell’Unione di Donald Trump è stato lungo, noioso, ma soprattutto cattivo. Senza moderazione e divisivo, l’intervento ha confermato che nonostante i tanti segnali ricevuti – i sondaggi in picchiata, lo stop della Corte Suprema – Trump non intende cambiare rotta. Non solo ha battuto il record storico di durata, ma anche quello di discorso più partigiano di sempre in quella che avrebbe dovuto essere un’occasione solenne e che invece è risultato il primo atto della lunga campagna elettorale verso il Medio Termine.

Lo schema è stato il solito: bugie e manipolazioni sull’economia, il rilancio (più prudente) della sua politica sui dazi come risposta alla sentenza della Corte Suprema, la lotta all’immigrazione come focus principale, l’indicazione del nemico nei migranti e nei democratici. C’è stata una vera e propria regia, a beneficio della diretta televisiva, per sottolineare i vari passaggi. Quando ha chiesto ai congressisti di alzarsi per dimostrare che stavano dalla parte degli americani e non degli alieni, come li ha chiamati, i repubblicani lo hanno fatto, mentre i democratici sono rimasti seduti. Era l’effetto che desiderava.

Il discorso è stato anche un modo per preparare il terreno per mettere in dubbio i risultati delle elezioni di Medio Termine. Senza ritegno, ha accusato i parlamentari democratici di essere lì solo grazie ai brogli, ha alluso per l’ennesima volta a quello che lui ha definito il furto della sua vittoria nel 2020, ha chiesto ai repubblicani di approvare anche al Senato (cosa difficile) la legge già votata dalla Camera che impone delle restrizioni per coloro che si presentato ai seggi, ha rilanciato la richiesta di abrogare il voto per corrispondenza. Tutti passaggi che fanno comprendere come Trump voglia giocare le partita del Medio Termine con le sue regole, non quelle già esistenti.

I sondaggi del dopo discorso non gli danno ragione. È stato seguito per lo più da elettori repubblicani ed è a loro che ha parlato, mentre gli indipendenti sono sempre più delusi. Ma Trump sembra poco interessato. Con la clava, punta al caos. Tutto dipenderà da quanti alleati, quanti parlamentari repubblicani, perderà nel corso dei prossimi mesi.

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