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Stati Uniti, schiaffo a Trump: la Camera approva il ritiro dalla guerra in Iran

04 giugno 2026|Roberto Festa
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Donald Trump

La leadership repubblicana ha cercato di rimandare quanto più possibile il voto della Camera, poi le procedure lo hanno imposto e quanto temuto dai dirigenti repubblicani è avvenuto. C’è stato il più clamoroso no alla guerra in Iran di Donald Trump. Quattro repubblicani hanno votato con i democratici per far passare la misura, è una minoranza del partito, ma teniamo presente che molti hanno votato sotto la minaccia di rappresaglia da parte di Trump e dunque si sono affidati, in qualche modo, al voto dei quattro che, per ragioni diverse, hanno, invece, potuto votare per limitare i poteri di Donald Trump. La risoluzione dice proprio questo, cioè, che Trump non può continuare a fare la guerra con l’Iran a meno che il Congresso non l’autorizzi. Un voto simile c’era stato un paio di settimane fa al Senato, ora il testo di questa mozione della Camera torna proprio al Senato. È vero che se dovesse passare non avrebbe i due terzi dei voti necessari e dunque Trump può porre il veto, ma politicamente è un voto importantissimo, mostra che la guerra in Iran non ha l’appoggio della nazione, mostra che è una strategia ondivaga, contraddittoria, solleva ormai molti dubbi all’interno dello stesso partito del presidente, che va avanti in questo girotondo di affermazioni contrastanti. Nelle ultime ore ha detto che l’intesa è vicina, poi ha affermato che la diplomazia sta diventando per lui noiosa, poi ha confermato che secondo lui Netanyahu è pazzo e che la guerra di Israele in Libano sta complicando gli sforzi di pace americani. Quello che appare piuttosto chiaro, dopo il voto della Camera, è comunque che Donald Trump ha sempre meno spazio politico all’interno del suo Paese, per continuare nella gestione di un conflitto che si sta rivelando disastroso per gli Stati Uniti.

 

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