Caos calcio, il caso Pirlo terremota tutta la nuova dirigenza della nazionale italiana

Il caso Andrea Pirlo sta travolgendo il calcio italiano, dopo le polemiche montate per il suo contratto di di ambasciatore di una società russa di scommesse. Anche Paolo Maldini ha lasciato il ruolo di direttore tecnico della nazionale, con lui se ne va anche il suo assistente Leonardo. Stamattina era stato Pirlo a comunicare che non sarebbe stato l’allenatore della nazionale.
Un fallimento così non si sarebbe potuto immaginare quando Malagò ha assunto il ruolo di guida del calcio italiano per cercare di risollevarlo. Lui oggi ha cercato di allontanare da sé la responsabilità: “Brutta figura? Dipende da chi l’ha fatta”, ha detto commentando le parole del ministro dello Sport Abodi, che aveva appunto parlato di “brutta figura”.
Luciano Mondellini, direttore di Calcio e Finanza:
Si sommano tre piani, nella vicenda: quello sportivo, con la scelta discutibile – e non apprezzata da tutti in federazione – di Pirlo da parte di Maldini, il piano politico, con l’opportunità di affidare la nazionale di calcio a un “ambasciatore” di una società russa; il piano di politica interna, con gli interessi dei partiti di maggioranza e del governo sullo sport e in particolare sul calcio. Malagò è vicino a Forza Italia, mentre Abodi è di Fratelli d’Italia.
Il giornalista sportivo, già voce di Tutto il calcio minuto per minuto, Riccardo Cucchi:
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